Barche al Molo Novo, la svolta dopo il divieto

di Mauro Zucchelli

Livorno, l’Authority vara lavori alla Diga della Meloria (da finire entro metà luglio) poi si potrà ripensare il divieto. Approfondimenti anche per Curvilinea e Vegliaia

LIVORNO. Dopo la manifestazione dei 200 diportisti e pescasportivi al Molo Novo, dopo l’ondata di mugugni via social capitanati dal consigliere comunale Marco Ruggeri e dal campione del mondo di pesca Marco Volpi, dopo l’intervento dell’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, ecco che arriva la svolta sulla complicata vicenda del divieto con cui l’Authority rende off limits il Molo Novo, la Diga della Meloria e la Vegliaia. Non è la rimozione del diktat ma, mentre l’estate si avvicina, apre concretamente la strada a rendere di nuovo fruibili le dighe foranee ora completamente interdette.

Riguardo alla diga della Meloria, l’istituzione portuale mette in cantiere lavori di consolidamento del coronamento di banchina (che termineranno entro metà luglio): è importante per arrivare a rivedere il provvedimento iniziale, magari definendo una «regolamentazione di accesso ed utilizzo della struttura, nei limiti consentiti dalle esigenze di tutela della sicurezza pubblica». Tradotto: non si torna indietro là dove restano pericoli, ma per il resto «sono allo studio misure interdittive transitorie alternative». Qualcosa del genere vale anche per Curvilinea e Vegliaia: con questo «stesso spirito» sarà l’Authority a compiere «approfondimenti tecnici» per valutare «l’eventuale possibilità di eseguire interventi» tali da poter riconsiderare il divieto almeno in alcune zone (cioè là dove «risulterà possibile»).

Ci si è arrivati dopo che Palazzo Rosciano, per iniziativa del presidente Stefano Corsini, aveva lasciato spiragli di discussione. Adesso arriva una nota firmata in tandem dal Comune di Livorno e dall’Authority per indicare un «ulteriore necessario chiarimento» alla cittadinanza. Da un lato, c’è la consapevolezza di incidere su abitudini consolidate dei livornesi e sul loro rapporto con il mare; dall’altro, c’è l’esigenza di tutelare l’incolumità dei frequentatori dal rischio di crolli e incidenti.

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Non è affatto secondario il fatto che Comune e Authority abbiano concordato questa via d’uscita. La conferma arriva dal sindaco Nogarin che, in un post su Facebook, segnala di aver incontrato «diverse volte» sulla questione Molo Novo sia Corsini che i i tecnici di Palazzo Rosciano: «Alla fine, così come mi ha chiesto il consiglio comunale, sono riuscito a convincere il presidente Corsini dell'opportunità di rivedere il provvedimento». Nogarin ne parla come di «una vittoria di tutta la città: con questo compromesso tuteleremo sia la sicurezza dei cittadini che la tradizione».

Toni soft collaborativi dopo le durissime polemiche e duelli legali nell’autunno scorso fra i due Palazzi. La soluzione era stata prefigurata nell’incontro in Regione al tavolo dell’assessore Ceccarelli (con Capitaneria, Authority, Autorità Portuale Regionale, associazioni Fiops e Fipsas e il consigliere regionale Francesco Gazzetti).

Ma l’incontro regionale aveva allargato lo sguardo al complesso della pesca sportiva nei porti toscani. A tal riguardo, Francesco Ruscelli, direttore della Fiops, organizzazione di riferimento del settore, dice che «la direzione è quella giusta» e ringrazia l’assessore Ceccarelli. Ruscelli apprezza l’apertura dell’Authority ma tiene a sottolineare la necessità di «effettuare nei prossimi giorni un sopralluogo congiunto fra i responsabili dell’Autorità portuale e le rappresentanze istituzionali e dei pescatori». Il motivo? Approfondire «le ragioni di messa in sicurezza dell’area che stanno alla base dell’ordinanza» e, al tempo stesso, valutare «la possibilità di trovare soluzioni che possano venire incontro alle richieste legittime avanzate dai pescatori sportivi e ricreativi livornesi».