Autista morto in porto, maxi risarcimento ai parenti della vittima

di Federico Lazzotti

Livorno, Mauro Filippi è stato travolto nel piazzale della Scotto-Neri. A processo l’amministratore delegato dell’azienda Giorgio Neri

LIVORNO . È un maxi risarcimento quello che l’assicurazione dell’azienda Scotto-Neri ha riconosciuto alla moglie e ai due figli di Mauro Filippi, l’autista di 60 anni travolto e ucciso da un carrello elevatore durante le operazioni di carico di balle di cellulosa nel piazzale del Terminal che si trova tra l’Alto Fondale e la Calata Pisa. Era il 21 luglio del 2016. A meno di due anni da quel tragico incidente sul lavoro si è chiuso così il contenzioso economico (top secret la cifra anche se ci parla di oltre mezzo milione di euro complessivi), mentre l’inchiesta che vedeva indagate quattro persone ha avuto una svolta durante l’udienza preliminare.

Il giudice ha infatti rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo Giorgio Neri, 58 anni, nella sua qualità di amministratore delegato della ditta, nonché cogestore di fatto della società e responsabile dell’elaborazione e firma del documento di valutazione dei rischi, nonché responsabile del servizio di protezione e prevenzione della sicurezza sul lavoro. Lo stesso giudice ha invece assolto Giovanni Arrigo, 42 anni, finito nel registro degli indagati in qualità di presidente del consiglio di amministrazione della Scotto & C srl, appaltatrice dei lavori sul piazzale. «Non aveva alcun potere di gestione», spiega il suo avvocato all’uscita dall’udienza.

Tragedia in porto, quattro indagati per la morte dell’autista schiacciato dal carrello


Hanno invece scelto riti alternativi gli altri due indagati. Claudio Rovini, 63 anni, amministratore unico della Tcr srl, la ditta per la quale lavorava la vittima, ha chiesto l’abbreviato e la discussione è stata fissata nei prossimi mesi. Mentre Ettore Chini, 57 anni, l’autista che era alla guida del carrello elevatore che ha investito la vittima, ha patteggiato un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa).

Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla pubblico ministero Fiorenza Marrara, è subito finita la sicurezza all’interno del piazzale. E dagli accertamenti finiti agli atti, oggi la Procura sostiene che non molti di questi non venissero rispettati. A cominciare dal divieto di accesso di estranei all’area di lavoro; l’individuazione e segnalazione delle vie di transito e delle aree di stoccaggio nei magazzini; la segnalazione delle aree di lavoro.

Al contrario è stato accertato che durante le operazioni di carico e scarico della cellulosa, l’area interessata non era né efficientemente segnalata, essendo consentito l’accesso a chiunque nelle zone operative, non esistevano di fatto segnalazioni circa le vie di transito e le aree di stoccaggio e neanche circa le aree di lavoro.