Quanto brilla la modernità dell'acciaio

di Luigi Vicinanza

L’acciaio è solo ruggine e arretratezza? O può ancora brillare e assicurare futuro? Mai come in questa fase Piombino, con il suo carico di sofferenza economica e sociale, è laboratorio della modernità

L’acciaio è solo ruggine e arretratezza? O può ancora brillare e assicurare futuro? Mai come in questa fase Piombino, con il suo carico di sofferenza economica e sociale, è laboratorio della modernità. Dopo mesi di incertezza, finalmente, è stato perfezionato il passaggio di proprietà delle acciaierie dall’algerino Rebrab all’indiano Jindal che martedì sarà a Piombino. Fatto positivo per chi ha a cuore le sorti industriali della Toscana e dell’Italia.

La cautela è d’obbligo, perché troppe sono state le delusioni collezionate nel tempo. La vicenda di Piombino va oltre i confini della città dell’acciaio. E ci interroga appunto sulla capacità di restare una potenza manifatturiera al pari della Germania, senza però rinunciare ai nuovi orizzonti della produzione: lo sviluppo di beni immateriali, il turismo, la cultura, il web. Nello scorso mese di febbraio, in una delle fasi più delicate, scrissi che la globalizzazione passava proprio per Piombino, complesso crocevia di interessi e circostanze distanti dalla realtà locale. L’accordo, con l’ingresso della società indiana Jsw Steel, colosso della produzione di acciaio, è stato fortemente voluto dalla Regione Toscana con il suo presidente Enrico Rossi e dal governo italiano, prima con il ministro Calenda e poi con l’attuale vicepremier Di Maio che ha incassato il risultato.

Nel mondo globale, dove le convenienze di mercato contano più delle regole di Stato, c’è ancora un ruolo per le politiche industriali dei governi? Anche su questo Piombino ci interroga. Gli interessi nazionali vanno tutelati, un Paese come il nostro non può rinunciare alla grande industria quando sia compatibile con un elevato standard ambientale e lavorativo. Troppo a lungo si è contrapposto il turismo alle fabbriche danneggiando l’uno e le altre. I processi vanno governati e controllati. E’ la sfida della modernità. Buona domenica.