il muro di gomma agli sportelli

Al Cup e in sala d’attesa nessuno informa l’utenza e l’Asl risparmia milioni

di G.C.

LIVORNO«Perché al Cup rispondono sempre di non sapere niente del diritto al rimborso dei 25 euro, oppure dicono di non avere il modulo?», si chiede il nostro lettore Massimo Minarelli.È la stessa...

LIVORNO

«Perché al Cup rispondono sempre di non sapere niente del diritto al rimborso dei 25 euro, oppure dicono di non avere il modulo?», si chiede il nostro lettore Massimo Minarelli.

È la stessa domanda che da mesi anche il Tirreno pone all’Asl. Senza aver avuto finora risposta. E soprattutto senza che l’azienda abbia provveduto in qualche modo a informare i cittadini di questo diritto, tramite avvisi nei Cup o istruendo il personale degli sportelli a informare l’utenza.

Eppure si tratterebbe semplicemente di rispettare due delibere del 2006 (la 143 e la 867) volute da Enrico Rossi (allora assessore alla salute) “per sviluppare un corretto rapporto del sistema sanitario verso il cittadino”, danneggiato da tempi d’attesa da terzo mondo.

Nella delibera 143 tra l’altro si prevede espressamente che «il personale del Centro Unico di Prenotazione attivi immediatamente, ove l’utente intenda avvalersi di questa possibilità, la procedura di rimborso, certificando la mancata prenotazione della prestazione, sia direttamente con il rilascio di opportuna modulistica sia tramite invio postale al domicilio dell’utente, nell’eventualità di prenotazione telefonica».

Tutto questo a Livorno non è mai successo. Perché? La risposta spetta all’Asl: è responsabilità degli addetti allo sportello oppure chi ha il compito di istruirli non l’ha fatto in maniera adeguata? E in questo caso per quale motivo ancora negli ultimi 5 mesi - da quando il Tirreno ha iniziato a denunciare il risarcimento fantasma raccontando le segnalazioni di tanti cittadini respinti agli sportelli - nessuno ha provveduto ad istruire gli addetti e a informare l’utenza? G.C.