Così Salvini immagina nuove elezioni

di Luigi Vicinanza

Salvini prima o dopo la scadenza delle europee del maggio 2019 sarà obbligato a incassare il dividendo di popolarità fin qui acquisito e a regolare i conti con Di Maio

Lo dice tutto d'un fiato. «Non ho votato Salvini, ma ora sto dalla sua parte». Il distinto signore mi avvicina al termine del dibattito cui sono stato invitato giorni fa a Piombino. Non ho avuto il tempo di chiedergli se il 4 marzo avesse votato per un partito della coalizione di centrodestra, con cui la Lega era alleata, o se avesse scelto un'area completamente diversa. Cito tuttavia l'episodio perché è la spia di un clima.

Domenica scorsa ho infatti abbozzato, nel mio domenicale appuntamento con i lettori, alcuni tratti che stanno facendo crescere il consenso intorno al vicepremier. In molti, sia sui social che in privato, hanno aggiunto il loro punto di vista al mio. È la conferma di quanto il tema del consenso di chi si presenta come l' "uomo forte" del governo sia centrale. Al primo posto di certo la gestione dura e cinica delle navi dei migranti. Ma non solo. Ieri in un documentato servizio Repubblica ha raccontato come Salvini nei tre mesi di permanenza al Viminale abbia partecipato da Nord a Sud a 23 iniziative elettorali, 15 feste locali della Lega più a una serie di eventi mondani fino alla mostra del cinema di Venezia dove è apparso al fianco della compagna, Elisa Isoardi, la showgirl in ascesa nel mondo Rai. 60 tappe in 90 giorni; dunque quando trova il tempo per esercitare la delicata funzione di ministro dell'Interno? Domanda retorica. È campagna elettorale permanente in vista - oramai appare evidente - di prossime elezioni politiche ravvicinate. I dissensi nella maggioranza di governo emergono giorno dopo giorno con sempre maggior forza.

Salvini prima o dopo la scadenza delle europee del maggio 2019 sarà obbligato a incassare il dividendo di popolarità fin qui acquisito e a regolare i conti con Di Maio, il "gemello diverso" del contratto giallo-verde. Per forgiare una destra tutta sua, cancellando per sempre Bossi e quei 49 milioni di finanziamento pubblico alla Lega finiti chissà dove. Buona domenica.