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Poerio: «Benetti deve insistere sui maxi-yacht livornesi»

di Donatella Francesconi

L’ex manager racconta al Tirreno le sue prime ore lontano dalla nautica: «Non solo soldi, serve la passione. Sull’azienda non vedo possibili acquirenti»

LIVORNO. La voce, al telefono da Londra nelle prime ore del mattino del fatidico giorno dopo, a tratti si spezza. Ma non è la linea. «È dura per me dimenticare un’azienda dopo 25 anni... È un grosso momento di stop mentale», racconta al Tirreno Vincenzo Poerio. Da venerdì sera l’uomo che è stato la voce della nautica toscana nei confronti della Regione, delle amministrazioni, della politica, l’artefice di un sogno chiamato Livorno, là dove oggi si attende di vedere completati i maxi yacht da 100 metri di lunghezza, l’anima del Versilia Yachting Rendez Vous, salone della nautica in salsa viareggina avviato verso la terza edizione, è fuori da Benetti. Azienda del Gruppo Azimut della quale era amministratore delegato.

Così, se è vero che il terremoto in casa Azimut-Benetti pone interrogativi di tipo industriale, lo è altrettanto che la domanda che Livorno si fa è cosa ne sarà dell’incarico di presidente del Distretto tecnologico della nautica e la portualità toscana. «Vedremo formalmente come funziona», spiega Poerio: «Non so se la carica dipende dalla professionalità o se proprio dal legame con l’azienda. Sto chiedendo ai colleghi di Navigo (il consorzio di servizi alla nautica del quale Poerio è stato presidente, ndr) cosa ne pensano. E poi c’è la Fondazione “Italian Super Yacht Life” alla quale tengo moltissimo perché è qui che crescono e si formano le future professionalità della nautica. Vediamo cosa accade. Se ci saranno ostacoli oppure no».

Intanto la sveglia del giorno dopo vede l’ex manager Azimut-Benetti, 62 anni, alle prese «con alcune questioni di famiglia da sistemare» e con un groppo alla gola di fronte alla parola inevitabile parlando di nautica dopo l’estate: i Saloni internazionali. «Eviterò. Sarebbe una sofferenza troppo grossa che non riuscirei a sopportare». Frase che fotografa lo stato d’animo di Poerio, un tedesco nato a Napoli - come spesso lui stesso si definisce - che dello spirito partenopeo ha fatto il guizzo che molto ha risolto. Ma questa volta è un punto e a capo. «Ho spinto perché succedesse», prosegue il racconto che si dipana sul filo dei ricordi, mescolato alla necessità di riavvolgere il film degli ultimi mesi: «Le situazioni di stallo non fanno bene a nessuno».



Il quadro che il mondo della nautica rimanda è quello di una non sorpresa per l’annuncio dato dal Gruppo di Paolo Vitelli. Nelle belle giornate dello scenario del secondo Versilia Yachting, nel maggio scorso, più di un addetto del settore si era trovato ad assistere ad una lite pubblica, di quelle che non si dimenticano, tra lo stesso Poerio ed un altro manager di punta del Gruppo.

Sullo sfondo, inoltre, fino a ieri c’era la vendita di Benetti, data come inevitabile. Si racconta che proprio negli ultimi mesi l’ex amministratore delegato avesse trovato un acquirente. «L’azienda ha raggiunto una certa dimensione e c’è una valutazione di quali saranno le scelte future», aveva spiegato Poerio al Tirreno ai primi di luglio, quando le voci sulla vendita si erano fatte pressanti. «Non vedo acquirenti in carica oggi», sono le parole pronunciate da Poerio al telefono con il Tirreno. Prima di far scorrere lo sguardo anche da lontano, ancora una volta, sulla scommessa dei maxi yacht tutta labronica: «Bisogna continuare il lavoro con tanta buona volontà. E serve un po’ di passione. Non soltanto pensare ai soldi». —