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Porto, ora Corsini vuol allargare l’accesso di altri 10-20 metri

L’obiettivo è riuscire a limare al massimo le strozzature che creano tante limitazioni all’agibilità dello scalo 

LIVORNO. «Stiamo commissionando uno studio per capire dove si trovino esattamente i tubi dell’Eni che oggi limitano il passaggio così da sfruttare ogni centimetro». Lo ha detto il presidente dell’Authority Stefano Corsini nella riunione dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, il tavolo consultivo nato dopo la riorganizzazione dell’istituzione portuale. Occhi puntati sul fatto che i tecnici di Palazzo Rosciano, quartier generale dell’istituzione portuale, stanno lavorando per «valutare se sia possibile allargare provvisoriamente la strettoia del canale industriale di altri 10-20 metri».

Non si tratta di un dettaglio da poco: è la strategia che sta seguendo l’Authority per riuscire a limare quanto più possibile le strozzature che limitano l’agibilità del nostro porto. Guadagnare altri 10-20 metri significherebbe «accogliere navi di dimensioni maggiori delle attuali e comunque migliorare ulteriormente le condizioni di ingresso».

Corsini ha annunciato, secondo quanto reso noto da Palazzo Rosciano, che per il futuro l’obiettivo primario sarà quello di «aggiornare il Piano industriale del porto, sia per tenere conto delle numerose richieste che stanno arrivando da operatori sia per ottimizzare, coinvolgendo i player di settore, collegamenti stradali, ferroviari e forniture delle utilities industriali». Aggiungendo poi: «Valuteremo le varie manifestazioni di interesse assieme alla Regione».

La priorità attuale – viene rilevato – sono i collegamenti viari. Corsini non perde occasioni di ripeterlo: «I lavori della bretella nord verranno affidati entro l’inizio del 2019, l’istruttoria del primo lotto del prolungamento della ss398 sarà trasmessa al Cipe nei prossimi giorni. Nel frattempo abbiamo già definito con Rfi (gruppo Fs) il raccordo base ferroviario».

Ma il numero uno dell’Authority ha riubadito anche l’intenzione di «riuscire ad affrancarmi dalle incombenze del quotidiano per dedicarmi con maggiore energia allo sviluppo dei nostri scali portuali». In concreto? A Portoferraio si sta studiando la possibilità di aprire un ufficio di rappresentanza dell’Ente. «L’Elba – dice Corsini – merita una Port Authority più presente sul territorio, e così tutte le sedi portuali». —