Il dolore nei luoghi della dolcezza, chiusi per lutto i bar di famiglia

di Federico Lazzotti

Livorno, città in lutto per la morte di Filippo Arpesani, i genitori sono i proprietari della pasticceria Labronica e dello Chalet della Rotonada, mentre gli zii di Cristiani

LIVORNO. Per capire quanto sia grande, profonda e condivisa la mappa del dolore per la scomparsa di Filippo, morto in scooter ad appena 18 anni, è necessario fare il giro dei luoghi più dolci della nostra vita: la pasticceria Labronica in via Provinciale Pisana, lo Chalet della Rotonda e la pasticceria Cristiani, in via di Salviano. Posti collegati a doppio filo ai genitori della vittima, Giorgio Arpesani e Francesca Garaffa, due cognomi che a Livorno rappresentano una sorta di dinastia del gusto. E che all’inizio dell’estate avevano realizzato dopo anni di ritardi, rinvii e impegno, il sogno imprenditoriale di inaugurare, insieme, il bar all’interno della pineta che guarda il mare.

«Pensiamo a una piccola Versiliana – dicevano presentando il progetto culturale – tanti piccoli eventi: poesie, dibattiti, eventi, letture, musica. Siamo aperti a tutto, ci piacerebbe che questo posto fosse veramente vivo».
Filippo il giorno dell’inaugurazione c’era ed era felice. E molto probabilmente il suo sogno era proprio quello di continuare nel solco inaugurato dal nonno e proseguito dai genitori e dagli zii. Anche perché quella della sua famiglia sembra una storia uscita da un film: un giorno il figlio di Cristiani si è innamorato di una delle figlie di Garaffa, ovvero nonno Labronica. Ed è stato amore tra i dolci.

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«Come è nato tutto? Per un caso: Sergio ed io – raccontava Giorgio al Tirreno – abbiamo sposato due sorelle. Io Francesca e Sergio Federica. Ma se dobbiamo guardare indietro, niente sarebbe nato senza i genitori (i nonni Garaffa e Cristiani) che hanno lavorato tanto per le due pasticcerie». Ieri mattina tutti e tre i locali sono rimasti chiusi per lutto, con i cancelli e le saracinesche abbassate e un cartello nel quale si avvisava la clientela. Aggiungendo anche – nel caso dello chalet – le scuse per il disagio.

Ma non è escluso che la chiusura prosegua anche oggi per tutti. «Resteremo chiusi fino a data da destinarsi», annunciavano, ade esempio, dalla pagina Facebook dello Chalet nel tardo pomeriggio di martedì 11 settembre.
Una scelta anticipata poche ore prima, sempre su Facebook Roberto Napoli. «Per tristissimi motivi che hanno coinvolto i familiari dei gestori dello Chalet della Rotonda, intorno ai quali ci stringiamo, gli eventi serali previsti da martedì a domenica sono rimandati a data da destinarsi. Quando possibile forniremo volentieri aggiornamenti in merito, per adesso preferiamo un rispettoso silenzio».

Un cordoglio nei confronti della famiglia arrivato anche dalle amministrazioni comunali di Livorno, dove i genitori di Filippo lavorano e Collesalvetti dove sono residenti. «Mi unisco al dolore della famiglia Arpesani per la tragica e prematura scomparsa del giovane Filippo», scrive il sindaco Lorenzo Bacci. «Che tristezza. Un abbraccio alla famiglia Arpesani e a tutto lo Chalet» è il messaggio dell’assessore alla cultura Francesco Belais.