Negozi chiusi di domenica «Meglio restare in famiglia che quei pochi euro in più»

di Gianni Tacchi

Commessi, baristi e cassieri d’accordo con la nuova proposta del governo E c’è chi ipotizza aperture a turno tra i vari centri commerciali della città

LIVORNO

Una domenica al centro commerciale - soprattutto d’inverno, magari dopo il pranzo in famiglia - è diventata ormai un’abitudine per tutti, compresi migliaia di livornesi. Ma dall’altra parte ci sono commessi, baristi, cassieri di supermercati e altri dipendenti che, davanti alla nuova proposta del governo sulla chiusura domenicale dei negozi, non hanno dubbi: meglio restare a casa, dicono durante il viaggio del Tirreno tra supermercati e attività commerciali, che lavorare per pochi euro, «tanto la differenza sulla busta paga non si vede».

Al Parco Levante, sono in tanti a sperare che la proposta Lega-Cinque Stelle diventi realtà, anche se i due partiti di maggioranza devono ancora trovare un equilibrio sulle giornate in cui si può restare aperti. «Io sono favorevole alla chiusura di domenica, soprattutto d’estate quando le persone vanno al mare e non al centro commerciale», spiega Sabrina Viviani dal negozio di articoli per la casa in cui lavora. «Il gioco non vale la candela, anche perché la retribuzione per i festivi non è così alta rispetto agli altri giorni della settimana», aggiungono Eric Zanlorenzi e Melissa Salvadori dal bar Il Bocconcino, dove Anna Natalini parla invece dell’importanza di «stare in famiglia o riposarsi la domenica, d’altronde sei giorni a settimana sono sufficienti per fare la spesa o un po’ di shopping». E anche Chiara Testi, dipendente di Casa sempre al Parco Levante, è d’accordo sulla chiusura domenicale dei negozi: «Sì, sarebbe giusto così, a eccezione del periodo natalizio e dei mesi in cui ci sono i saldi». Come ripete pure Daniele Venturini dal Conad di via Grande, «ma qui conviene restare aperti anche d’estate perché ci sono migliaia di croceristi».

Tra i tanti “no” a 8 ore dietro la cassa di un supermercato o a piegare capi di abbigliamento, c’è anche chi riflette sulle possibili conseguenze di una proposta del genere. «Istintivamente, pensando alla famiglia e al relax, direi di essere favorevole a chiudere - è il commento di Alessandro Bucci, responsabile di Pesce Bueno - ma bisogna valutare diversi aspetti, a partire dal fatto che di domenica l’incasso è nettamente superiore rispetto a quello del giovedì, per esempio. Ecco, essere costretti a chiudere di domenica potrebbe portare i titolari a tagliare sul personale, un rischio che in questo momento non possiamo correre. Insomma, meglio lavorare e stare tranquilli». «Meglio lavorare per non bloccare le assunzioni e non favorire la spesa online», aggiunge Italia Salvadori dal banco di pesce del supermercato Conad di via Grande.

La soluzione, come ripetono diversi commercianti, potrebbe essere quella di aprire a turno: una domenica il Parco Levante, quella dopo i negozi del centro, la terza le Fonti del Corallo e così via, provando magari a coinvolgere anche i quartieri. «Sì, questa potrebbe essere la strada giusta, permettendo a tutti di aver qualche domenica di relax», dice Eleonora Donati, dipendente di Pesce Bueno. «Sicuramente serve un compromesso tra aziende, dipendenti ed esigenze dei clienti - chiude Carolina Tregambe, responsabile del negozio di abbigliamento Live 978 - le aperture a turno sono un’ottima idea, altrimenti si potrebbe introdurre un orario ridotto per la domenica». —