Mamma e babbo Detti, orgoglio di genitori: «Così Gabriele si è preso il mondo»

di Andrea Masini

Livorno, dalle prime bracciate ai trionfi tra paure e talento:  «Nuotare per lui è un divertimento ecco perché vince. E al ritorno a casa sono pronti i manicaretti delle nonne...»

LIVORNO. «Non vediamo Gabriele da metà luglio, e infatti stasera lo raggiungiamo a Roma almeno per un saluto, prima che riparta per la Coppa del Mondo (terza tappa ad Eindhoven)». Paola Morini e Corrado Detti, i genitori del neo campione del mondo degli 800 stile libero, sono seduti in Baracchina Rossa per un caffè. Gente semplice. Alla mano. Come Gabriele, del resto. «I suoi successi derivano dal fatto che per lui il nuoto è un divertimento – spiega mamma Paola, sorella del tecnico Stefano Morini – l’ha sempre vissuto come uno spasso e oggi ce lo ritroviamo campione del mondo, d’Europa e con due medaglie olimpiche al collo. A 11-12 anni prometteva – aggiunge papà Corrado – ma a quell’età tanti bambini vanno forte e l’unica nostra priorità era quella che facesse sport…».

Un ragazzino talentuoso, innamorato del nuoto, che il 23 giugno del 2003 rischiò addirittura di perdere una gamba sull’isola di Capraia. Camminava spensierato, quando il pontile sotto i suoi piedi cedette all’improvviso e il ginocchio di Gabriele rimase imprigionato fra lo scoglio e il legno spaccato. Operazione chirurgica d’urgenza all’ospedale di Livorno e poi, fortunatamente, la riabilitazione senza nessun intoppo. «Ogni volta facciamo una gran fatica a parlarne. Fu un bruttissimo momento, è acqua passata. Ora ci godiamo il presente...».

Un presente atomico, pieno di medaglie, record e soddisfazioni. Le ultime due conquistate ai Mondiali di Budapest, ivi compreso il titolo iridato negli 800 stile libero addolcito dal primato europeo strappato all’amico e compagno di fatiche Gregorio Paltrinieri (7’40’’77).  Mamma Paola c’era. Era sugli spalti della Duna Arena: «Con un po’di presunzione, dopo una batteria nuotata in scioltezza, ero convinta che ce la potesse fare. Vederlo sul tetto del mondo, sopra a tutti i suoi avversari, è stata un’emozione unica. E stavolta c’erano proprio tutti, anche il cinese Sun Yang».

Stessa reazione per papà Corrado, ma davanti al televisore: «Il 400 l’ho visto a casa a Livorno, l’800 a Porto Ercole dalla nonna e il 1500 a bordo el traghetto, durante il turno di lavoro». Corrado è infatti un marittimo, lavora in Toremar e ogni sacrosanta estate è costretto a rinunciare alla trasferta internazionale come accadde un anno fa per l’Olimpiade di Rio de Janeiro. «Ancora oggi non ho capito la tattica di gara (sorride): ha iniziato a bomba, a 300 metri l’hanno ripreso e a 650 è ripartito fino al trionfo. Cosa ho provato al tocco della piastra non si può descrivere a parole, solo tanta fierezza e orgoglio per mio figlio».

Detti campione del mondo negli 800 stile libero - <u>Le Foto</u>


Gabriele Detti è oramai uno dei migliori mezzofodisti del pianeta, migrato da Livorno al centro federale di Ostia nel 2011 agli ordini dello zio Stefano: «Al di là della parentela – tiene a precisare la mamma – Gabri ha sempre visto il Moro come l’allenatore con la “A” maiuscola. Alle elementari nei temi scriveva che un giorno sognava di essere seguito da lui. C’è stima reciproca, rispetto, fiducia… elementi indispensabili nel rapporto tra un atleta e il suo tecnico». Super Detti sul gradino più alto di Budapest (e bronzo nei 400), ma Gabriele è anche e soprattutto un ragazzo di quasi 23 anni (li compirà a fine agosto).

«Chi è Gabri fuori dalla vasca? Un tipo gioviale, allegro e con il sorriso sempre stampato sulle labbra. Difficilmente ha il giramento di scatole, tranne… – sottolinea il papà – Tranne due anni fa, quandoè stato costretto a guardarsi il Mondiale di Kazan seduto in poltrona a causa infortunio. Quella proprio non gli andò giù, probabilmente perché desiderava già mettersi alla prova. E infatti ai campionati Italiani, in contemporanea ai Mondiali, stampò dei tempi che gli avrebbero permesso di nuotare le finali».

Ai Mondiali di Budapest, Detti ha ricevuto numerosi complimenti da parte di colleghi e allenatori e in ultima, martedì sera su Sky Sport, da Filippo Magnini che lo ha definito un “animale” in allenamento e un nuotatore completo. «Noi non lo vediamo sudare da qualche anno, ma ci fidiamo. Diciamo che cerca di svolgere la sua professione nel miglior modo possibile. Se è cambiato dopo le medaglie di Rio? Assolutamente no. È sempre lo stesso. Un umile giocherellone, che per noi rimarrà in eterno il nostro bambino, adesso in cima al mondo». Il 30 settembre Gregorio Paltrinieri, in accordo con la Federazione Italiana Nuoto, andrà sei mesi a Melbourne (Australia), quartier generale di Mack Horton (campione olimpico dei 400 e plurimedagliato ai Mondiali).

Viceversa Detti resterà ad Ostia, spezzando la routine quotidiana con diverse tappe di Coppa Del Mondo: «Secondo il nostro modesto parere, allenarsi nel quotidiano con Gregorio – affermano in coro – ha portato benefici ad entrambi. Strapazzandosi a vicenda hanno compiuto il cosiddetto salto di qualità e il Moro è stato l’artefice di tale capolavoro. Gabriele sta bene in Italia, strada facendo ha ricevuto svariate proposte, ma l’affiatamento che ha con il Moro e i risultati ottenuti lo tengono ben legato al centro federale».

Domenica, finalmente, è fissato il rientro a casa: «Le lasagne della nonna materna sono già là che lo aspettano», dice mamma Paola. «E i tortelli dalla nonna paterna idem», aggiunge Detti senior. Qualche giorno nella sua Livorno al moletto e in Baracchina Rossa con gli amici, da buon tifoso di calcio uno sguardo al calciomercato dell’Inter, in attesa nuovamente di fare la valigia per le vacanze in Grecia.

Nel frattempo si è fatta ora di pranzo, Paola Morini e Corrado Detti salgono in macchina alla volta di Roma per l’Energy for Swim (gara benefica al Foro Italico) e per dare un abbraccio al loro piccolo-grande Gabriele campione del mondo. Prima però vogliono mandare un abbraccio alla famiglia di Mattia Dell’Aglio, il giovane nuotatore scomparso domenica scorsa in circostanze ancora da chiarire. «In questi giorni sul web circola una foto di Mattia sul podio con Gabriele e Filippo Magnini ad un meeting di Milano. Ciò che è accaduto è una cosa incredibile, davvero terribile, siamo vicini ai familiari. Di fronte a tragedie simili, qualsiasi genitore s’immedesima e non può far altro che soffrire. Davvero, non ci sono parole».