Sono sbocciate le magnolie di Elisa: quando la fioritura è uno spettacolo - Video

di Barbara Antoni

Lucca: fu la principessa, duecento anni fa, a portare a Lucca la rara soulangeana, che fiorisce prima dell'inizio della primavera

Lucca, le magnolie in fiore: una spettacolo iniziato con la sorella di Napoleone

LUCCA. C’è una storia napoleonica dietro alle splendide magnolie di corso Garibaldi: magnolie soulangeane, una specie rara. La fioritura in questi giorni alla vigilia di primavera è uno spettacolo mozzafiato: una cinquantina di alberi che si susseguono in doppia fila lungo il corso, ai due lati; i toni dei petali degradano, sfumati, dal bianco al rosa tenue al rosa acceso. Col sole a picco, poi, i colori esplodono, si accendono. Brillano.

Fiori da principessa. Infatti a portarli a Lucca fu una vera principessa, Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone che vi regnò dal 1805. Un anno dopo il suo insediamento, nel 1806, Elisa acquistò Villa Reale a Marlia, dimora di regnanti fin dalla sua costruzione, in epoca altomedievale, poi ampliata, impreziosita: ancora oggi è una dimora unica, con un giardino regale, come lo volle anche all’epoca la sua proprietaria. «Elisa Baciocchi - spiega Simonetta Giurlani Pardini, lucchese, esperta di storia e di essenze, ideatrice di un itinerario olfattivo di visita della città - cercò di realizzare a Lucca un giardino con le caratteristiche di quello che la cognata Josephine, moglie di Napoleone, aveva fatto “costruire” nel suo castello di Malmaison in Francia».

Nel giardino di Josephine inizialmente c’erano magnolie tipo grandiflora, con i grandi fiori e il fusto molto alto: il tipo classico, che si trova ancora oggi in molti giardini. L’origine della magnolia soulangeana, spiega Simonetta Giurlani Pardini, si deve a un giardiniere francese, Ètienne Soulange Bodin, un ufficiale in pensione della cavalleria napoleonica che nel suo castello di Fromont, vicino Parigi, incrociò la magnolia denudata (o yulan, un tipo che si coltivava nei tempi buddisti della Cina) con la magnolia lilliflora: l’ibrido sbocciò per la prima volta nel 1820: le caratteristiche erano fioritura precoce, foglie caduche e fiori di colore che oscilla dal bianco al rosa al viola. Queste magnolie così originali che facevano bella mostra di sé a Mailmaison piacquero tanto a Elisa che le volle anche nel suo giardino di Villa Reale.

Un misto fra passione botanica e vanità, nel quale non mancava, probabilmente, una dose di competizione con la cognata Josephine, il cui giardino era conosciuto in tutta Europa per la sua bellezza.

L’arrivo delle magnolie soulangeane in corso Garibaldi è invece storia più recente. Risale alla metà del secolo scorso, intorno al 1955. All’epoca Mario Maffei, lucchese di Lucca “Drento”, nato in piazza San Francesco, era un ingegnere sui trent’anni che lavorava alle dipendenze del Comune. In quel periodo racconta l’ingegner Maffei, che oggi ha 91 anni e da molto tempo ha spostato la sua residenza a Marina di Pietrasanta in Versilia, «il sindaco Giovanni Tito Marchetti volle fare un intervento di riqualificazione di via Garibaldi, volle abbellirla dopo che vi erano stati costruiti i marciapiedi». Ancora in quegli anni la strada era chiamata dai lucchesi “via del fosso coperto”: un nome che arrivava dall’Ottocento. Risale al 1820 il progetto dell’architetto Nottolini per coprire il condotto pubblico (il fosso, appunto) in quel tratto: da questo progetto nacque la nuova strada. «Prima di quell’abbellimento corso Garibaldi era una via anonima, la gente la conosceva solo perché vi aveva sede l’Intendenza di Finanza», ricorda Maffei. Come ingegnere comunale, fu incaricato di progettare e costruire le aiuole in cui poi si decise di piantare le magnolie soulangeane. «Realizzammo le aiuole facendo attenzione a non creare ostacoli per ingressi di negozi e abitazioni», racconta-. A scegliere le magnolie fu il botanico Giovanni Lunardini con l’allora capo giardinere del Comune: «ricordo che di cognome faceva Rosellini», conclude Maffei.