La banca se ne va e tutto il paese si mobilita

di Nicola Bellanova

Il Monte dei Paschi vuol lasciare Coreglia senza il suo sportello: il caso è arrivato in consiglio comunale

COREGLIA ANTELMINELLI. Un paese, un consiglio comunale, tutte le istituzioni si mobilitano per evitare la chiusura della filiale della Monte dei Paschi nel capoluogo, unico ufficio bancario del capoluogo, qui aperto da circa un secolo. Tutta Coreglia schiuma rabbia per la decisione dei vertici dell’istituto bancario senese che, nell’ottica delle razionalizzazioni e della rimodulazione dei servizi offerti ai cittadini, hanno deciso la soppressione di questo importante servizio di prossimità. E, come sempre, la popolazione coreglina, quando c’è da mobilitarsi non si perde in fronzoli e tatticismi, e agisce. Agisce con grande tempismo, al punto che due giorni dopo la lettera giunta sul tavolo del sindaco Valerio Amadei il 27 dicembre, in cui il management di Mps ha annunciato la chiusura della filiale di via della Penna e il trasferimento delle attività nella sede di Ponte all’Ania (distante da Coreglia ben 11 chilometri), il consiglio comunale convocato d’urgenza ha votato un ordine del giorno in cui, oltre a chiedere all’azienda di rivedere i propri piani, si sono invitati parlamentari, assessori e consiglieri regionali, sindacati e associazioni di categoria a scendere in campo e scongiurare la chiusura dello sportello nel centro storico.

In anni recenti, di fronte a paventate ipotesi di ridimensionamento, l’amministrazione comunale si era opposta, ottenendo di contro addirittura un potenziamento della filiale, con l’attivazione di un efficiente sportello Bancomat. Il problema, di fatto, è che bilanci e utilità sociali non vanno di pari passo, specialmente in considerazione delle numerose “rivoluzioni” che hanno investito lo storico istituto toscano: «Chiudere la banca significherebbe privare non un paese, ma un intero comune di 5.200 abitanti, di un servizio importante e basilare per molte famiglie e anziani – spiega il vicesindaco di Coreglia Ciro Molinari, coreglino doc e residente a pochi passi dalla sede di via della Penna – su tutto il territorio comunale ci sono solo due filiali bancarie: Montepaschi qui nel capoluogo e la Cassa di Risparmio di Lucca a Ghivizzano Basso. Una eventuale dismissione dimezzerebbe l’offerta per i cittadini, e soprattutto svuoterebbe la montagna di servizi importanti».

A Coreglia, che nonostante lo spopolamento progressivo mantiene un alto standard di presenze turistiche, hanno sede il palazzo comunale, l’ufficio postale, la stazione dei Carabinieri, la Rsa dell’Asl e tante piccole attività turistiche e commerciali. Già negli anni passati si era lottato per evitare la chiusura della posta, tutt’ora dimezzata e aperta a giorni alterni. Adesso si rischia davvero la “catastrofe”: «La filiale Montepaschi è attiva qui dai primi degli anni Venti – continua Molinari – e questa comunità ha dato tanto alla banca, dal punto di vista dei depositi, di legame col territorio e di opportunità di investimenti. Quindi, occorre pensare anche ai risvolti extraeconomici».

Se l’azienda dovesse continuare la linea dura, di fatto tutto verrebbe spostato sulla sede di Ponte all’Ania, di proprietà della Mps e che ha accorpato anche i servizi dello sportello di Fornaci di Barga, chiuso dal 2016 a causa del canone di affitto oneroso. Ma soprattutto, in una striscia sul fondovalle lunga i 12 chilometri che separano Ponte all’Ania da Valfegana (ossia gli estremi del territorio comunale) ci si troverebbe ad avere una sola banca, e una vastissima area montana completamente sguarnita. Il sindaco Amadei ha chiesto un incontro urgente con gli amministratori di Montepaschi, e intanto nei prossimi giorni partiranno le iniziative della gente. E i coreglini, quando decidono di scendere in campo, non si risparmiano, come dimostrò la vicenda della tentata chiusura della posta del capoluogo.