la protesta  

In costruzione il “Comitato per il verde di Lucca”

di BARBARA ANTONI

Presto a battesimo il nuovo organismo, ad opera di un gruppo di intellettuali lucchesi appoggiati da attivisti fiorentini e Lipu

lucca. È in via di costituzione il “Comitato per il verde di Lucca” nato a seguito della protesta mossa da un gruppo di intellettuali lucchesi (personalità che gravitano in ambito letterario, dei diritti civili, culturale ad ampio raggio e rappresentanti anche del mondo giuridico locale) contro le potature selvagge operate dalle amministrazioni locali - Comune e Provincia di Lucca - ma anche contro i tagli di alberi senza prima mettere a punto un piano preciso.

Una protesta nata come un moto di indignazione estemporaneo contro i frequenti casi di “capitozzature” come modalità di potatura degli alberi: rapidamente il movimento ha raccolto consensi, ha messo radici e attraverso alcuni suoi componenti, già attivi sul fronte ambientale e vicini ai comitati fiorentini contro il taglio degli alberi, ha preso contatti con questi organismi più strutturati.

Non è un caso che poche sere fa i primi che hanno sposato la protesta lucchese si siano dati appuntamento per discutere insieme, di persona, di tutte le questioni più urgenti in materia di tutela del patrimonio arboreo considerato anche - è stato più volte ribadito - come elemento protagonista del paesaggio.

Alla riunione, oltre ai componenti del costituendo comitato lucchese, era presente Lorenzo Orioli, agronomo e componente del Ctta (Coordinamento Cittadino Tutela Alberi) di Firenze. C’era anche un esponente nazionale della Lipu, che ha portato la vicinanza dell’associazione ai temi della protesta lucchese. Sempre la Lipu ha annunciato che invierà a Comune e Provincia di Lucca una lettera per indicare il divieto di potare gli alberi fino alla fine di luglio.

Anche la sezione lucchese di Italia Nostra si è detta subito concorde con la protesta degli intellettuali, spiegando punto per punto i motivi e dicendo chiaramente che prima di procedere a nuovi tagli o a potature di massa è necessaria un’analisi del patrimonio, un censimento. Che, come ha spiegato in un’intervista di una settimana fa al Tirreno l’agronomo Massimiliano Demi, non è mai stato fatto finora. —

BARBARA ANTONI . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.