La storia di Massimo, musicista campano innamorato di Waters «Stregato dalla sua filosofia di vita e dai suoi messaggi» 

Partenza all’alba da Salerno «Ma ho fatto di peggio»

di (T. S.)

IL PERSONAGGIOlucca. Arriva in via Cavour con passo lento, guardandosi attorno serenamente. Non ha alcuna ossessione di piazzarsi tra i primissimi della fila, vicino ai cancelli che conducono all’area...

IL PERSONAGGIO

lucca. Arriva in via Cavour con passo lento, guardandosi attorno serenamente. Non ha alcuna ossessione di piazzarsi tra i primissimi della fila, vicino ai cancelli che conducono all’area del concertone.

Si siede sul marciapiede, un sorso d’acqua, una sigaretta. È un veterano. Si capisce al volo. «Ne ho combinate di pazzie, questa è una di quelle meno gravi». Sotto al cappellino nero spunta un sorriso. Massimo, 43 anni, è stanco, ma si diverte a raccontare la sua giornata di follia. «Sono partito stamani (ieri, ndr) alle 6, 30 da Salerno, ma ormai sono abituato».

La vita di Massimo viaggia sulle note della musica. Quella rock. «Ho fatto da Salerno a Milano per sentire i Gods of Metal. In quell’occasione il viaggio è stato molto più lungo, ma ne è valsa la pena. Come sono sicuro che è valsa la pena venire a Lucca per ascoltare Roger Waters». Innamorato del personaggio prima ancora che del musicista, Massimo prova a spiegare cosa l’ha spinto sulle mura.

«Sono affascinato dalla sua filosofia. Nell’album e nel film “The Wall” c’è un chiaro rimando all’alienazione del genere umano, così come in “Animals” vengono paragonati gli esseri umani a diverse specie animali». Massimo è un intenditore.

Parla di musica e di ciò che essa racchiude con naturalezza. «Faccio il musicista, ho una band e suoniamo in molti locali della Campania. E nella vita lavoro nell’ambito della ceramica, nella zona di Vietri sul Mare».

Arrivano sempre più persone, la fila dietro alle transenne si allunga, ma Massimo non batte ciglio. «La musica dovrebbe racchiudere al proprio interno qualcosa di unico, un messaggio. Io non so quali cantanti vadano di moda oggi, soprattutto tra i giovani – dice ancora Massimo – ma ho paura che non portino con loro un messaggio di vita, un insegnamento».

E mentre ambulanze, mezzi delle forze dell’ordine e volontari a piedi sfrecciano dentro e fuori dall’area concerto, Massimo svela che Roger Waters non è l’unico motivo che lo ha portato in Toscana.

«A Lucca abita mio cugino, non lo vedo da un po’di tempo e questa è l’occasione buona per prenderci un caffè insieme, domattina (oggi, ndr) e scambiare quattro chiacchiere». —

(T. S.) .