luca cinotti 

un successo che fa bene e la voglia di ripartire

L’errore più grande che si potrebbe fare ora, a qualche manciata di ore dalla fine del concerto di Roger Waters è pensare che tutto fosse scontato. Che non ci potessero essere intoppi e problemi nell’...

L’errore più grande che si potrebbe fare ora, a qualche manciata di ore dalla fine del concerto di Roger Waters è pensare che tutto fosse scontato. Che non ci potessero essere intoppi e problemi nell’accogliere ancora una volta, a Lucca, decine di migliaia di persone tutte insieme, nello stesso posto.

Non era, ovviamente, così. E se tutto è filato liscio il merito va a chi ha organizzato l’evento e a chi ha lavorato nella giornata di ieri. Il fatto che non ci fossero i 55.000 spettatori dei Rolling Stones, da questo punto di vista, conta relativamente. O, meglio, serve come pietra di paragone per stabilire come la taglia di un evento da svolgere a due passi dalle Mura rinascimentali sia quella di ieri sera.

Come scrivevamo ieri, però, oltre agli aspetti tecnici ci sono quegli umani. Gli unici in grado di fornire quell’ingrediente che trasforma uno dei tanti concerti dell’estate italiana (e toscana) in un evento da ricordare. Ieri scrivevamo che dall’esito dello show di Waters sarebbe dipeso. probabilmente, il destino dei maxieventi. A canzoni suonate e strumenti riposti nelle custodie possiamo dire che questo futuro può esistere se tutti remeranno nella stessa direzione. Se non si ripeteranno gli scontri, le incomprensioni, le ripicche delle ultime settimane. Il copione letto e riletto delle deroghe acustiche chieste ed arrivate in extremis, le estenuanti riunioni della commissione di vigilanza in prefettura.

Questo non fa bene al Summer - e a Lucca. Perché i concerti, sia quelli in piazza Napoleoni sia quelli, eventuali, che arriveranno sotto le Mura, sono davvero un grande volano di promozione per la città solo sostenuti da entusiasmo, consapevolezza della propria potenzialità, battage pervasivo. Se si crea un’aspettativa che poi si scioglie quando i musicisti attaccano la prima nota sul palco. Quello che è avvenuto con i Rolling Stones e che si è replicato molto in minore con Waters. Se - come si sussurra - si vuole prendere uno o due anni di pausa con i maxieventi lo si faccia. Ma solo per ricominciare con più entusiasmo. —