La protesta dei residenti: "Non vogliamo qui il prete pedofilo". E parte la petizione

di Emanuela Ambrogi

Clima teso a Fabbriche di Casabasciana, in Lucchesia, per la presenza di don Glaentzer, il sacerdote accusato di abusi su una bimba

LUCCA. Si trova a trecento metri dalla scuola dell’infanzia di Fabbriche di Casabasciana la casa in cui si trova agli arresti domiciliari don Paolo Glaentzer, il parroco accusato di pedofilia ai danni di una bambina di 11 a Calenzano. Questo dato, insieme al clima che si vive nelle ultime ore nel paese, ha fatto scatenare la reazione dei residenti e, più in generale, della gente di Bagni di Lucca, che non vuole quel prete nel suo territorio, dove è arrivato senza che alcuno ne fosse informato, né la Curia, né il Comune.

Lo sfogo di don Nando contro il prete pedofilo: "Doveva pentirsi in galera"

E così i residenti fanno sapere che stanno preparando una petizione con raccolta di firme in tutta Bagni di Lucca e frazioni, da presentare al vescovo Castellani e al sindaco Paolo Michelini perché facciano pressione su ogni autorità e convincano chi ne ha facoltà a spostare don Glaentzer altrove. Da parte sua il sindaco, appena appreso dell’arrivo del sacerdote, ha chiesto ai carabinieri una sorveglianza stretta, mentre il vescovo ha subito condannato le azioni del sacerdote. Ma questo non basta a tranquillizzare la gente di Fabbriche e di Bagni.

Prete pedofilo a Bagni di Lucca, anche il vescovo prende le distanze

«Sappiamo che don Glaentzer sta in una casa di proprietà del fratello e che a termini di legge non possiamo far molto – dicono a Fabbriche, anche se nessuno vuole comparire col proprio nome -. Ci preoccupa che il parroco possa rimanere qui. Abbiamo notato anche l’arrivo di un paio di persone che sembrano al suo seguito, forse per accudirlo. Non vogliamo avviare una “caccia all’orco”, ma siamo in imbarazzo e in difficoltà a spiegare la situazione ai nostri bambini».
 
«Poco prima che la vicenda che ha portato all’arresto venisse alla luce, lo abbiamo visto fuori a pranzo in un locale della zona – aggiunge un anziano residente -. Speriamo che i controlli siano severi e precisi, noi non lo vogliamo vedere». L’opinione generale è che, vista la situazione, sarebbe stato opportuno per l’inquisito e anche per la Chiesa accogliere il prete in una delle strutture della Curia.
 
Prete pedofilo, don Glaentzer si giustifica: "Le davo 15 anni, non pensavo ne avesse 11"
 
«Possibile – si chiede la gente – che anche la magistratura non si renda conto dell’inopportunità di far risiedere quel parroco qui a Fabbriche? Non è stata esaminata la possibilità di una sistemazione più riservata e protetta? Se la legge lo consente, l’arcivescovo dovrebbe fare pressione perché la dimora in cui il prete deve scontare i domiciliari sia cambiata». Intanto i carabinieri hanno rafforzato la sorveglianza, anche per evitare gesti inconsulti ai danni del sacerdote. A Fabbriche la tensione è palpabile.