a filecchio 

Spazio al monumento locale per la sagra del mezzo secolo

di NICOLA BELLANOVA

L’appuntamento dedicato  alla polenta e uccelli è il più antico di tutta la Valle  e quest’anno sarà abbinato a un convegno su storia e fede 

BARGA

Mezzo secolo di storia, e non sentirlo, grazie alla continuità assicurata dalle nuove generazione e a un’organizzazione collaudata. La “Sagra Polenta e uccelli” di Filecchio, la più longeva di tutta la Valle del Serchio, compie mezzo secolo.

Quest’evento, divenuto nel tempo una sorta di saluto all’estate per tutti i barghigiani, nacque con una particolarità, con l’obiettivo dell’allora pievano di Loppia don Silvio Baldisseri di coinvolgere e rafforzare, con quest’iniziativa, le relazioni personali fra i suoi parrocchiani. E piace pensare che proprio questa unicità, e cioè il fatto che l’evento nasce e cresce “all’ombra del campanile”, piace pensare che sia stato il collante fondamentale che le ha consentito di durare nel tempo, consentendo oggi alla locale Pro Loco di tagliare questo traguardo. Il ricavato di questi giorni di festa paesana è stato sempre restituito alla comunità parrocchiale sotto forma di nuovi servizi e luoghi di socializzazione, che hanno accresciuto e migliorato la qualità del vivere di tutti i paesani. Le riserve accumulate sono state necessarie anche per il mantenimento dei tre edifici di culto della parrocchia e, in particolare, della loro chiesa madre: la Pieve di Santa Maria Assunta in Loppia. Edificio religioso dalla vita millenaria, madre naturale delle chiese della Valle del Serchio. Il suo primato, avvalorato dalla peculiare posizione lungo la Via del Volto Santo, ramo della Via Francigena oggi oggetto di un’operazione di recupero e valorizzazione come itinerario turistico, è incrementato dal ricco patrimonio artistico e architettonico frutto di secoli di storia e di fede. Proprio per omaggiare questo inscindibile legame che ha reso un tutt’uno la comunità civile con quella religiosa dei paesi di Filecchio, Loppia e Pedona, la locale Pro Loco di Santa Maria Assunta, è stato deciso di ospitare, all’interno del programma di questa edizione della sagra, un momento di riflessione su passato, presente e futuro di questo monumento della Valle.

Un’iniziativa carica di significato, non a caso intitolata “La Pieve di Loppia madre delle nostre chiese”, resa possibile grazie alla collaborazione delle sezioni di Barga dell’istituto Storico Lucchese e dell’Unitre e di esperti legati da un rapporto prima di tutto sentimentale, oltre che professionale, alla pieve di Loppia, e che si celebrerà, ospiti proprio della millenaria pieve, sabato 8 settembre alle 15. Ed è proprio il tentativo di parlare al cuore, prima che alla ragione, dei tanti innamorati della Pieve di Loppia che fa di questo appuntamento un qualcosa di profondamente diverso dal canonico convegno culturale, e che sta in questi giorni d’attesa incuriosendo e mobilitando molte persone. —

NICOLA BELLANOVA