Cadavere senza testa, la polizia ritrova altri resti - Video e foto

di Libero Red Dolce

La squadra mobile di Massa torna sul monte Sagro e durante il sopralluogo vengono recuperati denti e oggetti personali: "Adesso sappiamo chi è"

MASSA. Pare che ci siamo, ormai è questione di giorni e poi il cadavere senza testa trovato sul monte Sagro potrebbe avere un nome e una storia. Gli elementi d’indagine raccolti sul luogo del ritrovamento del corpo stanno indirizzando sempre di più verso un nome, che fanno sapere dalla questura di Massa, sarà annunciato la prossima settimana. Anche se dagli inquirenti quel nome è stato già trascritto su un foglio di carta. Per renderlo pubblico si aspettano le ultime e decisive conferme dagli esami del dna e dall’autopsia.

Il capo della mobile Antonio Dulvi Corcione smentisce però l’ipotesi, formulata da un giornale, che si tratti di Carlos Sanchez Ortis De Salazar, un medico eremita spagnolo scomparso da Bilbao nel 1997 e riapparso, seppure per poche ore, a Scarlino, in provincia di Grosseto, nel novembre del 2015. «È una pista che abbiamo seguito nei primi giorni – spiega il vicequestore Corcione – ma che abbiamo abbandonato abbastanza in fretta. C’erano troppe incongruenze che ci hanno portato a scartarla. Adesso, dai nuovi elementi che abbiamo in mano, possiamo dire che abbiamo un nome ma non è quello del medico spagnolo».

Cadavere senza testa, il sopralluogo nella zona del ritrovamento - Video

Cadavere senza testa, il sopralluogo nel luogo del ritrovamento

Una serie di dissonanze hanno infatti portato le indagini in un’altra direzione. Prima fra tutte: l’uomo ritrovato senza testa e senza un braccio sul Sagro non aveva addosso nessun documento di riconoscimento. Il medico invece, che fu scoperto da due fungaioli in giro per un’area boschiva attorno a Scarlino, si era reso riconoscibile alle guardie forestali intervenute dopo l’incontro con i suoi documenti. Un vecchio passaporto sgualcito e logoro con le sue generalità, una vecchia foto e altri documenti che attestavano la sua carriera universitaria in Spagna. Nessuno di questi elementi è stato ritrovato in tasca o nel giubbotto del cadavere del Sagro.

In seconda battuta il medico spagnolo è un misantropo, fuggito dalla comunità degli uomini dalla quale si teneva il più lontano possibile. Nessun contatto se non per necessità strettissime. «Ora che mi avete trovato me ne dovrò andare», disse a chi lo aveva ritrovato. Nella tasca dell’uomo morto sul sentiero 38 invece c’erano scontrini, riferimenti alla diocesi di Pisa e alle Caritas locali. Elementi in nessun modo riconducibili al profilo di una persona che gli uomini non li tollerava al punto da isolarsi per vivere una vita da eremita. Men che meno gli scontrini con caffè e patatine: il medico si nutriva con quello che riusciva a raccattare “saccheggiando” i resti delle comunità alle quali si avvicinava di soppiatto. La scelta di vivere di resti e avanzi, oltre che di ciò che la natura offre. «E ci sono delle incongruenze dal punto di vista geografico, lì non avrebbe potuto vivere», prosegue Corcione.

Non da ultimo il luogo del ritrovamento. L’eremita spagnolo infatti fu trovato imbattendosi nei resti che aveva lasciato, fra i quali la sua tenda, dimora trasportabile. Nel luogo dove è stato trovato, paesaggio di aspra e nuda roccia, non era possibile piantare nessuna tenda. E dai sopralluoghi effettuati ad ampio raggio niente è emerso di tutto quel corredo di taniche, scatolette e bottiglie che ammontichiava per poter mangiare e bere. «Era troppo lontano da qualsiasi comunità umana – spiega Corcione – mentre quando fu trovato stava in bassa collina, con la possibilità di spostarsi per trovare del cibo e altre necessità immediate. Nessun elemento ci dice che era lo spagnolo, ma siamo in possesso di elementi di carattere oggettivo che ce lo escludono».

Tutto per gli inquirenti porta verso il nome di qualcuno che non era della zona, che non aveva a che fare con il territorio. Una persona arrivata da fuori che si è smarrita sul Sagro, rimane ancora da capire perché. Il cadavere verrà trasportato in questi giorni dall’obitorio del Noa a Pisa per i rilievi scientifici.