Cadavere nel fiume Magra, l'ipotesi è quella dell'omicidio

Dalle acque del fiume affiora il corpo di un giovane. Si pensa che possa essere stato trascinato e spinto in acqua dopo una lite. I pescatori: «Sembrava un manichino, era un morto».

SARZANA. «Sembrava un manichino, era un ragazzo morto». Queste le parole dei due pescatori che ieri mattina hanno segnalato ai carabinieri il cadavere di un uomo, affiorato dall’acqua a Battifollo. La vittima è un ragazzo tra i 20 e i 30 anni. Era senza maglietta, con addosso i jeans e le scarpe da ginnastica. L’uomo era privo di documenti, ma secondo le prime ricostruzioni dovrebbe essere di nazionalità domenicana.

Trovato cadavere nel fiume Magra

Le indagini: tutte le ipotesi al vaglio. Il pubblico ministero incaricato delle indagini ha disposto l'autopsia, che potrebbe tenersi nei primi giorni della prossima settimana. Il primo esame esterno del corpo non ha fatto emergere segni riconducibili ad armi da taglio o da sparo, ma solo ecchimosi al volto. Confermata la presenza di segni di trascinamento, che dal ciglio della strada arrivano fino all'argine. Probabile che il corpo dell'uomo sia stato portato lì in macchina e poi abbandonato. I carabinieri non escludono alcuna pista, anche se quella maggiormente battuta sarebbe quella dell'atto non premeditato che abbia causato la morte del giovane, magari dopo pugni in faccia o una spinta che lo abbia fatto cadere sbattendo la testa.

Trovato un cadavere nel fiume Magra

Confermato il trascinamento del corpo lungo l’argine. In attesa di stabilire le circostanze che hanno portato al decesso le indagini stanno seguendo varie piste: qualcuno, almeno due persone, avrebbe caricato il giovane in auto e trasportato fin al tratto di fiume a cui quale si accede dalla Variante Aurelia oppure svoltando a sinistra all’uscita dell’autostrada A12. Si tratta di una zona frequentata da escursionisti, amanti del jogging e del trekking e soprattutto della pesca: a ritrovare il cadavere infatti è stato un pescatore. Su questo e tante altre ipotesi sta indagando il comando provinciale dei carabinieri della Spezia, sul posto anche il comandante colonnello Gian Luca Valerio, con il capitano Federico Silvestri, la polizia scientifica, e la squadra mobile con il responsabile Girolamo Ascione. Da Pisa è arrivata anche l’anatomopatologa Susanna Gamba che ha completato tutti io rilievi del caso, verificando come sul corpo non ci siano né ferite da arma da taglio, né da fuoco.

I testimoni. «Siamo arrivati di mattina presto, erano quasi le 9. La nostra attenzione è stata immediatamente attirata da quella sagoma che abbiamo visto affiorare dall’acqua, sembrava un manichino. Abbiamo guardato meglio quando ci siamo avvicinati e si è capito subito che si trattava di un ragazzo. Un corpo senza vita. Abbiamo chiamato i carabinieri, ma non vogliamo aggiungere altro». Le parole sono dei testimoni che hanno rinvenuto il cadavere. Sono due appassionati di pesca sportiva sarzanesi che mantengono in ordine la “casa dei pescatori” nella zona Parco Montemarcello-Magra Vara.

I segni di trascinamento nel sentiero che porta alla riva del fiume

Sul viottolo sono rimasti i segni del trascinamento, macchie di sangue, la scena del delitto isolata che ieri ha costretto tanti passanti a cambiare strada rispetto la loro passeggiata prefestiva. Nessun’altro, al momento avrebbe visto o sentito nulla nella notte fra venerdì e sabato. I carabinieri stanno cercando di raccogliere altre testimonianze per ricostruire quanto e, soprattutto dove, sia avvenuta il litigio terminato poi in tragedia con quel corpo trascinato sul greto del fiume Magra.