Cardiopatie e donne, un grido d’allarme

Massa-Carrara, i dati sono emersi dal corso convegno di Asl e Fondazione Monasterio:  il 40% delle morti femminili dovuti a infarto e ictus, serve più prevenzione 

MASSA-CARRARA. Grido d’allarme dal convegno-corso sul cuore delle donne: le donne sono più soggette ad infarti ed il 40% delle morti femminili è dovuto a infarto e ictus. Proprio così: le donne muoiono molto di più a causa delle malattie cardiovascolari che per tutti i tumori messi insieme, compreso il tumore del seno; e l'allungarsi della vita media porta le malattie di cuore a rappresentare un'emergenza per la salute delle donne. Questo in sintesi quanto è scaturito dall’interessante e molto partecipato corso convegno regionale. “Il cuore delle donne corre gli stessi rischi di quello degli uomini?” Questo il tema dell’evento organizzato dalla Fondazione “Gabriele Monasterio” in occasione dell’8 marzo giornata internazionale della donna. Relatori un pool di specialisti del settore cardiovascolare, endocrinologico, ed altro giunti dalle varie Asl toscane, dalla Fondazione Monasterio di Massa e Pisa e dalle Aziende universitarie e ospedaliere di Pisa e Firenze e da esperti dell’Istituto Superiore “Sant’Anna” di Pisa. “Mattatore” dell’evento il dottor Sergio Berti Direttore Unità Operativa Complessa Cardiologia diagnostica ed interventistica - Fondazione Toscana “G. Monasterio” per la Ricerca Medica e di Sanità Pubblica Cnr - Regione Toscana – Massa-Pisa. «La Malattia di Genere è una “mission“ che il nostro Istituto, in questi anni, ha sentito e sente profondamente, e vede professionisti impegnati dal punto di vista clinico e scientifico integrarsi nella loro conoscenze a rispettare il più possibile l’obiettivo di cura personalizzata. Questo incontro è voluto essere un arricchimento culturale per tutti i partecipanti, vuole offrire un punto di vista nuovo e moderno per osservare capire e curare la donna, mantenendo i necessari ponti di scambio e collaborazione fra ospedale e territorio. Non soltanto per la donna, ma per il bene di tutti».



E ha aggiunto: «La percezione che le donne hanno nei confronti dei pericoli causati dalle malattie di cuore è ancora bassa. Essere consapevoli del rischio permette, invece, di poter mettere in atto una adeguata prevenzione. La grande maggioranza delle donne, tuttavia, è all'oscuro delle maggiori cause di rischio per una serie di fattori reali».

Le criticità. Nel trarre le conclusioni, lo stesso Berti ha ricordato i punti chiave emersi dal dibattito: «Insufficiente informazione, pochi medici fanno riferimento alle malattie cardiovascolari quando discutono di problemi di salute e prevenzione con le donne. E ancora: diversità delle malattie cardiovascolari tra donne e uomini. Queste patologie colpiscono le donne circa dieci anni più tardi rispetto agli uomini e si presentano spesso in maniera più subdola. Problemi socio-economici e culturali: le donne hanno ancora poco potere di influenzare le scelte politiche e comunitarie e, di conseguenza, di dare risalto alle loro problematiche di salute».

Le cause principali. In dettaglio, è emerso l’insorgenza delle malattie di cuore, l'ipercolesterolemia, l'ipertensione, l'obesità, la vita sedentaria ed il fumo sono i principali fattori di rischio per le cardiopatie. La loro incidenza è elevata nelle donne, ma soprattutto è in aumento, anche in quelle più giovani. Il 40% delle donne dopo i 55 anni presenta valori di colesterolo nel sangue elevati, ma un aumento, seppur meno grave, della colesterolemia si osserva anche nelle donne più giovani. Il 50% delle donne ha la pressione alta dopo i 45 anni, il 25%, considerando tutte le fasce di età, non svolge attività fisica regolare ma soprattutto l'obesità e il diabete di tipo 2 sono molto frequenti nelle donne e in aumento anche tra le giovani. Questo ha un "peso prognostico" peggiore nelle donne: il diabete si associa ad un rischio due volte maggiore rispetto agli uomini; l'interazione tra fumo e ipertensione si associa ad un maggior rischio di ictus rispetto agli uomini. È necessario - è stto sottolineato - che le donne siano informate su particolari situazioni che possono aumentare il rischio anche in età fertile. La pillola anticoncezionale può favorire l'insorgenza di ipertensione in alcune donne specie per età superiore ai 35 anni, in soprappeso, con familiarità per ipertensione, che abbiano malattie renali. Durante la gravidanza possono comparire ipertensione arteriosa e diabete cause principali di complicanze, anche mortali, per la madre e per il neonato (ritardo della crescita durante la gravidanza, parto pretermine, basso peso alla nascita e di conseguenza aumento della mortalità del neonato fino a 5 volte). Negli ultimi anni è in crescita il numero di donne che iniziano la gravidanza in età avanzata. Circa il 5% di esse presenta valori pressori già elevati, che aumentano ulteriormente il rischio di complicanze. La coesistenza di ipertensione, diabete e obesità prima della gravidanza favorisce la comparsa di una particolare e grave forma di ipertensione che prende il nome di preeclampsia. Compare dopo la ventesima settimana di gravidanza e causa la perdita di proteine con le urine. Infine l'infarto nella donna: le malattie cardiovascolari sono più gravi nella donna che nell'uomo; nella donna si manifestano in età più avanzata, la coesistenza di più fattori di rischio, la sintomatologia con la quale si manifesta l'infarto è meno intensa nelle donne con la conseguente tendenza a sottovalutare e trascurare i sintomi che fanno ritardare la richiesta di aiuto e quindi l'intervento del cardiologo».