Niente cave sul Pizzo d’Uccello. Storica delibera del Parco

Vengono sottratti alle attività di escavazione 40 ettari nel Solco di Equi. Il presidente Putamorsi: era necessario dare priorità alla tutela ambientale

MASSA. È una svolta: il Parco dice no all’escavazione sul Pizzo d’Uccello e interviene a tutela del bacino idrografico del Solco d’Equi. L’effetto è che circa 40 ettari, per lo più nei comuni di Casola e Fivizzano, vengono sottratti all’escavazione.

La decisione del Parco è contenuta, nero su bianco, nella delibera 28 firmata ieri dal presidente del Parco delle Alpi Apuane Alberto Putamorsi. Assunte le funzioni del Consiglio direttivo (non ancora nominato), il presidente ha deliberato l’atto generale di “indirizzo per le attività del settore uffici tecnici: tutela del bacino idrografico del Solco d’Equi dalle trasformazioni prodotte dall’attività estrattiva”. Una delibera complessa e articolata destinata a segnare il punto sull’attività estrattiva nei bacini del Pizzo d’Uccello.

La delibera 28 prevede «l’estensione di notevoli vincoli sull’area complessiva del Solco d’Equi, fino all’estremo della non concessione di ulteriori autorizzazioni alle attività estrattive in esercizio o esercitabili nei bacini del Cantonaccio e del Solco d’Equi, soprattutto quando risulti la loro capacità potenziale di produrre trasformazioni irreversibili su aspetti paesaggistici e geomorfologici unici e di elevato valore e pregio».

«Il percorso per arrivare all’adozione dell’atto non è stato semplice, soprattutto - spiega il Parco - per la presenza di numerose norme in materia, l’incertezza sulla potestà legislativa e l’assenza di un’indicazione chiara del perimetro dell’area soggetta ai vincoli prescrittivi del Pit (Piano di indirizzo territoriale) della Regione Toscana. Si è reso necessario il parere del Comitato scientifico del Parco. Alla fine, il combinato disposto tra il Pit, il Piano del Parco e tutti vincoli contenuti nella normativa vigente, ha consentito al Presidente di produrre un’interpretazione a tutela di uno dei luoghi di maggior valore e pregio ambientale, naturalistico e paesaggistico delle Alpi Apuane e del Parco Regionale stesso ed emanare gli indirizzi in merito al bacino idrografico del Solco d’Equi».

Posto nel versante settentrionale del Pizzo d’Uccello, il bacino si caratterizza per la qualità del suo popolamento di specie animali e vegetali, la presenza e distribuzione di habitat naturali e seminaturali d’interesse comunitario, dall’estensione, al suo interno, della riserva integrale del Pizzo d’Uccello e di altri territori ad essa adiacenti classificati come riserva generale orientata a prevalente carattere naturalistico e per la particolare distribuzione di geositi censiti presso l’International Geoscience and Geopark Programme (IGGP) dell’Unesco, tra cui spiccano - ricorda il Parco - i circhi glaciali del Pizzo d’Uccello, la morena cementata di Valtredi e la forra del Solco d’Equi.

«Non è mai facile decidere di far chiudere un’attività lavorativa - commenta il Presidente del Parco Alberto Alberto Putamorsi- È necessario sempre soppesare - spiega - gli interessi legittimi della tutela ambientale e quelli altrettanto legittimi del diritto al lavoro. In questo caso hanno prevalso i primi». E 40 ettari di territorio vengono, con la delibera 28, vengono sottratti all’attività estrattiva.