«Sono stati minuti di indicibile terrore»

di Martina Trivigno

Il racconto della titolare dell’Hotel D’Azeglio di Montecatini che rincasando insieme al marito si è trovata di fronte quattro banditi armati

BUGGIANO. Un incubo. Momenti di puro terrore, mentre il tempo sembrava essersi fermato in quella villa a due piani sulle colline di Buggiano, in via Stignano, a pochi metri dal borgo di Colle. Ha poca voglia di parlare Patrizia Brotini, 59 anni, di quella rapina subita. E, d'altronde, come darle torto. Perché ricordare è doloroso. E ripercorrere quegli attimi, anche solo con la mente, fa ancora paura.

Erano circa le dieci e mezza di lunedì sera (20 febbraio) quando la signora Brotini - che insieme al marito Antonio Selmi, 62 anni e al nipote Dario Brotini gestisce l’Hotel Massimo D'Azeglio di corso Matteotti, a Montecatini - stava rientrando a casa, in compagnia del consorte. E, non appena parcheggiata la macchina, l'incubo ha preso le sembianze di quattro rapinatori armati.

Aggrediti in villa dai rapinatori, il nipote: hanno corso un grande rischio

«Quello che abbiamo vissuto - racconta provata - non potremo mai dimenticarlo. Dobbiamo andare avanti, certo, ma resteremo marchiati per sempre. Ogni sera, quando torneremo a casa, avvertiremo sempre quel brivido di paura. Ed inevitabilmente il nostro pensiero correrà a quella sera, a quei minuti di incredibile terrore».

Facendo un salto indietro nel tempo, c'è da dire che i banditi erano già all'interno dell'abitazione quando i coniugi sono rientrati. Il primo ad essersi trovato faccia a faccia con i delinquenti, infatti, è stato Edoard Gega, 24 anni, che da due anni assiste Adriano Brotini, 91 anni, padre di Patrizia.

«Mi sono affacciato dopo aver aperto il cancello elettrico, per vedere se Antonio e sua moglie Patrizia stavano arrivando», ha raccontato Gega al nostro giornale. E, proprio in quel momento, è stato bloccato a terra da quattro uomini con il volto coperto da un passamontagna, tre dei quali armati: uno con una pistola, l'altro con un coltello ed il terzo, infine, con un bastone. Ma quella sera a casa della famiglia Selmi c'era anche Vera Biba, 49 anni, zia di Edoard e cameriera all’Hotel D'Azeglio.

E' affezionata ad Adriano e spesso va a trovarlo. Così, dopo aver sentito un gran trambusto, chiude a chiave, all'interno della propria stanza, l'anziano. E scende le scale, trovandosi di fronte un bandito, che la minaccia.

«Più di tutti - spiega Patrizia Brotini - stiamo cercando di tutelare mio padre, filtrando le informazioni. Per fortuna non ha incrociato i malviventi in prima persona, anche se si è reso conto che stava accadendo qualcosa di strano. Non sente bene, ma è molto lucido».

Patrizia Brotini ed Antonio Selmi, invece, i malviventi li hanno visti e, soprattutto, li hanno affrontati. In particolare il signor Antonio ha avuto una colluttazione, mentre Patrizia urlava disperatamente. All'uomo hanno sfilato il Rolex che aveva al polso e gli hanno portato via 300 euro che si trovavano nel suo portafoglio. Non è stata risparmiata nemmeno la borsetta della moglie, al cui interno c'erano mille euro, oltre che i documenti personali e le carte di credito.

Dopo aver insaccato la refurtiva, i banditi hanno costretto i due coniugi a stendersi sul pavimento, prima di filarsela a gran velocità, a bordo della Lancia Y della coppia.

«Le forze dell'ordine - conclude Patrizia Brotini - hanno fatto un lavoro straordinario. Non ho speranze di ritrovare il denaro e l'orologio che ci sono stati sottratti, ma almeno la macchina contiamo di ritrovarla. Non riesco a smettere di pensare, però, a come sarebbe potuta andare a finire questa triste vicenda. Siamo molto spaventati, è vero. Ma ciò che realmente conta è che siamo ancora vivi».