Picchiata e sequestrata per sei giorni, la polizia salva una ragazza di 21 anni

Accusati di essere i suoi aguzzini due trentunenni di nazionalità marocchina, abitanti a Ponte Buggianese. Uno è in carcere, l'altro ricercato

PONTE BUGGIANESE. Picchiata per una notte intera, il cellulare rotto sulla testa, i soldi e i documenti rubati. E poi per sei giorni prigioniera in una camera, sorvegliata notte e giorno dai suoi due aguzzini. Questo il terribile racconto fatto agli uomini della Squadra mobile della polizia di Pistoia da una ragazza di 21 anni, tratta in salvo dagli agenti che da giorni la stavano cercando, dopo che una sua sorella ne aveva denunciato la possibile scomparsa. I due presunti sequestratori sono uomini di nazionalità marocchina, entrambi di 31 anni. Uno, A.L. (la polizia ha fornito soltanto le iniziali), con diversi precedenti a carico, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e si trova adesso nel carcere di Santa Caterina in Brana, con le accuse di sequestro di persona e rapina; l'altro, E.C., anche lui conosciuto alle forze dell'ordine e già espulso dal territorio nazionale, è ricercato.

La ragazza, che aveva avuto una precedente storia con A.L., ha raccontato di aver accettato, ai primi di novembre, un invito in Toscana da parte dei due marocchini. Ma l'11 novembre, per motivi di gelosia, lei e i due uomini hanno litigato. E' in questa occasione che la ragazza è stata violentemente picchiata e le sono stati sottratti soldi e documenti.  Dopo di che i due l'hanno tenuta chiusa nella loro casa per impedirle di scappare. Solo nel pomeriggio di venerdì la ragazza è potuta uscire, in compagnia di E.C. per fare la spesa.

Ma gli uomini della polizia la stavano cercando già da giorni, dopo che la sorella, domenica 12 novembre, aveva denunciato la scomparsa al commissariato di Porta Ticinese, a Milano, fornendo anche i cellulari dei due marocchini. La polizia ha visto subito che gli apparecchi agganciavano celle di Ponte Buggianese ed è lì che si sono subito dirette le indagini.

Quando una pattuglia ha avvistato la ragazza, in una strada di Chiesina Uzzanese, quest'ultima è stata subito identificata e tratta in salvo, mentre il suo accompagnatore riusciva a darsi alla fuga. Subito dopo i poliziotti hanno rintracciato la casa di Ponte dove la giovane era stata tenuta a lungo prigioniera e hanno fermato A.L., il quale sul momento aveva cercato di fuggire. Le indagini hanno poi permesso di identificare anche il suo complice.