Scatta una foto a un’auto in doppia fila: aggredito

di Luca Signorini

L’episodio in via Garibaldi a Montecatini

MONTECATINI. Lo ha malmenato mentre fotografava una targa di una vecchia Fiat Panda parcheggiata in doppia fila. Altra aggressione, martedì 24 aprile, prima delle 9, in via Garibaldi, una delle zone tra le più sensibili a Montecatini sul fronte sicurezza e microcriminalità. Vittima di quello che poi nei fatti è un pestaggio, Massimo Birindelli, titolare dell’agenzia di assicurazioni e autonoleggio al civico 36 della stessa strada.

«Stavo facendo opera di controllo di vicinato», afferma l’uomo tra gli aderenti all’omonima associazione cittadina, che da qualche settimana ha anche installato alcuni cartelli con l’intenzione di scoraggiare i malintenzionati. Il senso civico e l’eccessivo attivismo per una città più vivibile porta a dei rischi. Alle sue spalle è infatti apparso un balordo, di origine nordafricana e già conosciuto dalle forze dell’ordine, probabilmente il proprietario dell’auto. Prima lo hanno minacciato, urlandogli contro, per poi alzare le mani.

L’episodio è avvenuto di fronte all’internet point di via Garibaldi, proprio sotto l’ufficio di Birindelli. La zuffa è durata pochi istanti e non ha avuto conseguenze particolarmente gravi per il malcapitato, che ha incassato un pugno sulla mascella, partito da dietro, e alcuni calci tirati quando l’assicuratore era già caduto sull’asfalto dopo aver ricevuto il primo colpo al volto.

Non è intervenuta l’ambulanza: l’uomo si è recato da solo al pronto soccorso dell’ospedale di Pescia per farsi medicare le ferite, i lividi e le escoriazioni. Presenterà denuncia per l’accaduto.

La caccia all’aggressore ha avuto dei risultati in tempi rapidi: alcune persone che hanno assistito alla scena hanno avvertito i carabinieri fornendo le indicazioni del caso e descrivendo l’uomo, che è stato poi bloccato e identificato nelle vicinanze da una volante del commissariato di polizia di viale Puccini, mentre tentava di darsi alla fuga.

La collaborazione dei residenti è stata fondamentale per rintracciare l’aggressore, ma il fatto testimonia ancora una volta come un normale cittadino non possa sostituirsi alle forze dell’ordine. Il rischio è beccarsi un pungo in faccia.

«Vorrei che non si confondesse il dovere del Controllo di vicinato – sottolinea il suo promotore, Marco Lucarelli – il fatto che ci sia un cartello non vuol dire che siamo incaricati di fare delle ronde oppure a intervenire a discapito della nostra vita. Tutte le persone che hanno aderito all’iniziativa hanno il dovere di mantenere sempre comportamenti di buonsenso».

È bene ripetere il concetto.

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