tentato omicidio 

«Ho tirato fuori quel coltello solo per difendermi dai pugni»

Montecatini, interrogato dal gip di Pistoia rimane agli arresti domiciliari  il 31enne finito in manette per aver gravemente ferito un giovane nella notte di venerdì

MONTECATINI. Si è solo difeso. Ha tirato fuori di tasca il coltello e ha menato dei fendenti alla cieca mentre l’altro lo stava tempestando di pugni. Poi, in preda al panico, è scappato.

Ha risposto alle domande del giudice fornendo la propria versione dei fatti Manuel Abruzzo, il 31enne tecnico di Ponte Buggianese arrestato dalla polizia nella nottata dello scorso venerdì con l’accusa di tentato omicidio, per aver colpito con due coltellate – al torace e a un fianco – Lorenzo Tiscione, 23 anni, di Pieva a Nievole, ancora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Pistoia. Assistito dal suo avvocato difensore, Federico Mariotti, lo ha fatto nel corso dell’interrogatorio di garanzia, al termine del quale il giudice delle indagini preliminari Luca Gaspari gli ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori del commissariato di Montecatini – anche sulla base delle dichiarazioni spontanee rese dallo stesso arrestato e di quelle dei testimoni – il ferimento sarebbe arrivato al culmine di un litigio fra Abruzzo e la sua fidanzata, amica di vecchia data di Tiscione. Quest’ultimo sarebbe intervenuto per difendere la ragazza e ne sarebbe nata una colluttazione, durante la quale è spuntato il coltello. Secondo Abruzzo, impugnato soltanto per difendersi dall’aggressione da parte di Tiscione.

Il tutto, comunque, in una piazza d’Azeglio ancora affollata di persone nonostante fossero ormai le una e mezzo di notte visto che era in corso la festa per il compleanno di Montecatini.

Mentre il ferito veniva trasportato in codice rosso all’ospedale per essere operato d’urgenza, il 31enne tecnico si dava alla fuga in preda al panico. È a quel punto che ha avuto inizio il lavoro d’indagine dei poliziotti del commissariato. Che prima hanno identificato l’aggressore e quindi, grazie alla collaborazione con i suoi familiari, lo hanno convinto a costituirsi per non aggravare ulteriormente la sua situazione. Alle 3 del mattino Abruzzo è stato quindi portato negli uffici del commissariato. Per poi essere scortato agli arresti domiciliari su disposizione del pubblico ministero di turno, Claudio Curreli, con l’accusa di tentato omicidio: i due affondi inferti al 23enne infatti, secondo il magistrato, avrebbero potuto causare la morte.

Ieri mattina, in tribunale a Pistoia, l’interrogatorio. Mentre nel frattempo sono lievemente migliorate le condizioni del ferito, che resta comunque ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Jacopo. —

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