''Di quella mattina ricordo solo dei flash. Uno di loro aveva la bottiglia in mano''

Iniziato il processo per il ferimento di Paolo Pieri, l'ispettore aggredito a Montecatini da due romeni. Spataru ribatte: «Mi ha colpito con un pugno»

MONTECATINI. «Per via del colpo alla testa, di quei momenti ricordo solo dei flash. L’ultima immagine che ho è quella del più giovane dei due che mi guarda con in mano un collo di bottiglia rotto. Poi sono rinvenuto nell’ambulanza».

Ieri mattina ha rievocato davanti ai giudici del tribunale l’aggressione subita lo scorso 13 marzo in corso Roma l’ispettore di polizia Paolo Pieri, chiamato a testimoniare nel processo che vede sul banco degli imputati Gheorghe Spataru, 31enne romeno accusato di lesioni gravissime (per il suo connazionale, allora ancora 17enne, procede il tribunale dei minorenni di Firenze). Con sul volto lo sfregio permanente provocato da una bottigliata, il poliziotto in forza al commissariato di Montecatini ha risposto alle domande degli avvocati difensori e del pm, ricostruendo, nonostante i vuoti di memoria, ciò che era avvenuto quella mattina, quando, libero dal servizio, era intervenuto per via di «quelle due persone che stavano infastidendo le commesse di un negozio». Ritrovandosi poi a doversi difendere da pugni, bottigliate e colpi di ombrello.

Molestano le commesse e interviene: lo prendono a bottigliate, calci e pugni - Video


Un’aggressione della quale non sarebbe stato l’ispettore la vittima, ha sostenuto invece Spataru, anche lui chiamato a rispondere alle domande di avvocati e pubblica accusa: «Si è avvicinato e mi ha tirato un pugno in faccia – ha detto l’imputato – E mentre mi tenevo il viso e sputavo il sangue in terra, voleva picchiare anche il mio amico».

Fatto sta che quella mattina l’ispettore si trovava in via Roma, con il suo cane. Così come i due amici romeni, con in mano due bottiglie di vino e alticci per aver festeggiato un compleanno nella notte.

«Ho visto i due davanti alla vetrina del negozio, che infastidivano le due commesse – ha raccontato Pieri ieri mattina – libero dal servizio, in tuta e con il cane, la mia intenzione era quella di telefonare in centrale per chiedere l’invio di una Volante per controllarli. Ma non ho fatto in tempo. Loro si sono spostati e hanno cominciato a infastidire una signora anziana, toccandola e dicendole qualcosa che non ricordo. Allora sono dovuto intervenire. Mi sono avvicinato mostrando il tesserino e qualificandomi. “Cos’hai da rompere te, sono qui a fumare sigaretta!” mi ha gridato lo Spataru».

Quindi, flash di ricordi: i due che vanno verso di lui, lui che riesce a parare con la mano la bottiglia scagliata verso la sua testa, lo Spataru che lo aggredisce con un ombrello...

«A quel punto mi sono difeso – ha detto l’ispettore – Mi attaccavano tutti e due. Ero tempestato di botte. Mi ricordo che si alternavano. Sicuramente la mia è stata una difesa “attiva”, sono allenato alla difesa personale. Poi il più giovane mi ha sorpreso alle spalle e non ho avuto più modo di difendermi. Il colpo di bottiglia mi ha spezzato due denti e aperto una ferita che ha richiesto decine di punti. E sono svenuto».

Prossima udienza del processo, il 12 luglio. —