Via alla vendita le prime cozze piombinesi

di Annalisa Mastellone

È l’unico progetto in Toscana, impianti a meno di un miglio dalla costa, con 15 filari. L’attività avviata da una cooperativa con 10 soci affianca quella del pesce allevato

PIOMBINO. In vendita da mercoledì 11 le prime cozze toscane, allevate nelle acque piombinesi. Il lavoro della cooperativa Venere ha dato i suoi “frutti”, pronti ad arrivare sulle tavole italiane.

Entrano sul mercato attraverso la grande distribuzione e alcuni grossisti, che hanno dimostrato da subito di credere in questo progetto, unico al momento in Toscana, di mitilicoltura. Un progetto che mira ad allevare i molluschi preservando l’ecosistema marino, unendo quindi economia ed etica.

«Il progetto è nato – riferisce Jacopo Bertocchi, uno dei soci della cooperativa Venere – alla fine dell’estate 2015, da un’idea di Paolo del Lama, presidente della cooperativa, poi sono entrato anche io e lo abbiamo sviluppato insieme. La finalità è di riportare la pratica di coltivare cozze autoctone qui da noi creando un impianto di allevamento a impatto zero, ecosostenibile. Questi molluschi hanno un valore aggiunto perché hanno la grande capacità di filtrare e depurare l’acqua, ed è pensando anche a questo che abbiamo sviluppato il progetto, con l’obiettivo di fare del mare una risorsa che continui a migliorare la risorsa stessa».



Gli impianti si trovano a meno di un miglio dalla costa, e sono formati da 15 filari. «Tutti i materiali sono ecocompatibili, soltanto blocchi realizzati non in cemento, ma con pietre naturali di Campiglia» precisa Bertocchi che di Campiglia è vicesindaco e assessore.

I dieci soci della cooperativa hanno investito di tasca propria su questa scommessa imprenditoriale, con tanti sacrifici e consapevoli dei rischi: hanno comprato una barca, “Lupo Alberto”, e hanno cominciato a rimboccarsi le maniche per realizzare e avviare gli impianti d’allevamento. «Abbiamo deciso di investire sul territorio, dare lavoro e diversificare l’economia locale – spiega Bertocchi – facendo impresa col mare, una risorsa che ci ha permesso di realizzare un’attività imprenditoriale alternativa e innovativa, ma nello stesso tempo recuperando le antiche tecniche di lavorazione dei molluschi quasi scomparse, e che qui da noi non ci sono mai state».

La coltivazione di mitili (chiamati cozze o muscoli a seconda delle regioni) è un’attività che sulla costa toscana manca e la domanda viene soddisfatta principalmente con l’importazione. Da oggi quindi le cozze piombinesi, le prime coltivate in Toscana, fanno il loro ingresso sul mercato. «Siamo soddisfatti – aggiunge -, dopo tante difficoltà ci siamo. Queste cozze hanno un sapore particolarissimo, ne siamo orgogliosi. Sono mesi che lavoriamo sott’acqua, selezioniamo il seme, lo spostiamo, un lavoro veramente complicato. Tanti venivano a chiederci quando sarebbero state pronte. Ecco, da domani (11 luglio per chi legge, ndr) son pronte. Coop, Conad per la grande distribuzione, poi Setramar, Marvin, Tosco Ittica, Fredditalia, un grande mercato che ci è venuto subito incontro, son venuti a bordo, dove selezioniamo il prodotto, a vedere come lavoriamo».

Mytilus Galloprovincialis, questo è il nome del seme delle cozze nostrane che comparirà sull’etichetta in vendita. Cozze che vanno ad aggiungersi al pesce allevato di Piombino, che è ormai una realtà esportata in tutta Italia, con una fetta di circa il 35% della produzione nazionale del settore.