BABY GANG

Toccata mentre va a scuola la minacciano: sei da stupro

Vittima di alcuni bulli una dodicenne. La frase choc dopo il palpeggiamento in strada

PISA. È scesa dall’auto della mamma e si è incamminata verso la scuola. Lungo il marciapiede ha visto un gruppetto di ragazzi di qualche anno più grandi. Stavano scherzando prendendo a calci gli zaini. Lo ha evitato spostandosi al centro della strada. A quel punto, però, la dodicenne ha dovuto affrontare un episodio che poi è finito in una denuncia presentata in questura. Uno del gruppo le ha rivolto un apprezzamento “Ciao bellina”, mentre un altro le si è avvicinato toccandole il fondoschiena. Pochi secondi di sgradevole imbarazzo per l’alunna che non ha reagito alle provocazioni. Neanche quando un terzo del gruppo ha pronunciato al suo indirizzo una frase terribile: «Che bella ragazzina da stuprare». Pochi secondi di approcci brutali che hanno turbato l’allieva di una scuola pisana (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la minorenne). E preoccupato la famiglia che si è rivolta alla polizia. La vicenda è avvenuta di primo mattino a poche decine di metri dall’istituto scolastico frequentato dalla ragazzina. Una volta in classe la dodicenne, scossa per quello che aveva subìto, ha raccontato alle insegnanti i fatti e al termine delle lezioni due amiche l’hanno accompagnata alla fermata del bus.

«Quando è uscita da scuola – riferisce la mamma – la bimba mi ha subito telefonato mettendomi a conoscenza della storia. E così abbiamo deciso di andare in questura». Il passaggio inserito nella denuncia si è consumato in breve tempo, ma non per questo la ragazza ne ha sofferto di meno. Erano da poco passate le 8 quando l’alunna ha salutato la mamma e si è avviata verso la scuola poco distante. Ha visto quasi subito che un gruppetto, almeno 6-7 ragazzi di età intorno ai 15-16 anni, era un po’ troppo esuberante. Lo ha evitato cercando di far finta di niente, ma loro non l’hanno risparmiata. C’è chi l’ha palpeggiata e chi è arrivato a rivolgerle quella frase choc sull’ “opportunità” di usarle violenza. «È stata una brutta esperienza - confida la mamma -, mai avrei immaginato che potesse accaderle una cosa del genere, di giorno e a pochi passi dalla sua scuola. Mia figlia non ha reagito e non si è fermata altrimenti non so cosa sarebbe potuto succedere. Ho scelto la strada della denuncia perché voglio dire forte il mio no alla violenza e alla brutalità di questo episodio. E alla paura. Credo che mia figlia e tutti i suoi compagni abbiano il diritto di camminare sicuri per le strade della loro città. Per questo chiedo alla polizia di indagare e risalire ai ragazzi che si sono comportati in quel modo. Al comune e alla prefettura di farsi carico immediatamente di una maggiore sorveglianza all'esterno delle scuole».

«Chiedo alle famiglie e agli insegnanti di quei ragazzi, ma non solo, una profonda riflessione sul significato del rispetto, della dignità e della libertà, sui valori e l'esempio che offriamo».
È l’invito della mamma della ragazzina molestata in strada. «Se qualcuno di quei ragazzi potesse leggere queste righe gli direi: "Rifletti su quanto è accaduto, ora che sei solo, senza il tuo branco intorno; fare i prepotenti in 6-7 contro una ragazzina è roba da vigliacchi! Come ti sei sentito? Come ti senti adesso? Ammettere il tuo errore e affrontare le tue responsabilità, parlarne, innanzitutto con i tuoi genitori e i tuoi insegnanti, questo sì che sarebbe vera forza, un agire degno di un uomo».