Picchiati e rapinati in casa: «Urlavamo, ma nessuno si è mosso»

La delusione dei coniugi per il silenzio del vicinato durante il raid dei banditi. "Una telefonata alla polizia avrebbe potuto interrompere le violenze che abbiamo subito"

PISA. «Urlavamo in un’aggressione che poteva sembrare anche una lite all’aperto e nessuno si è mosso. Non diciamo che dovevano intervenire, ma almeno chiamare le forze dell’ordine».

Al dolore e allo choc per una rapina di una violenza che da tempo non entrava nelle cronache della provincia, i coniugi Morellato, Fabio e Monica, aggiungono anche la delusione per un vicinato che, a loro dire, è rimasto spettatore disinteressato di un episodio gravissimo.

«Nessuno è intervenuto – riprendono –. L’assalto è avvenuto nel cortile, uno spazio aperto. Si vedevano le luci alle finestre delle case. E nessuno si era affacciato. Niente di niente. Eppure le grida ci sono state. Anche se fosse stata una lite tra marito e moglie era giusto far finta di nulla?».

Picchiati e rapinati in casa da una banda di cinque incappucciati

Dopo essersi liberati sono andati a piedi dai genitori di Monica che vivono in una casa di corte poco distante. E da lì, alle 22,03, hanno dato l’allarme al 118 e al 113. «Ci chiediamo dove sia il senso civico in questa via, ma anche quello morale – proseguono con il padre di Monica a dare manforte –. Come si possono ignorare le grida che, nel silenzio della sera, non possono non essere udite. Ci sono abitazioni a venti metri. Magari una telefonata alla polizia avrebbe potuto interrompere il massacro che abbiamo dovuto subire».

Una vicina conferma di non essersi accorta di niente: «Ho sentito un po’ di trambusto per le ambulanze e con i poliziotti e i carabinieri in strada».