Rapina a Pisa, le immagini confermerebbero la legittima difesa

Le riprese delle telecamere mostrano il bandito che punta la pistola alla testa della moglie di Ferretti, anche se non chiariscono chi abbia sparato per primo

PISA. La visione delle immagini della video sorveglianza, prive di sonoro, non chiarisce fino in fondo la dinamica della sparatoria ma confermerebbe con "sufficiente evidenza", secondo fonti investigative, che il gioielliere Daniele Ferretti, che martedì 13 giugno ha ucciso un rapinatore durante un tentativo di rapina, ha agito per legittima difesa. Il bandito armato, ora in fuga insieme a un complice che faceva da palo, è entrato nel negozio e ha puntato la sua pistola sul volto della moglie del commerciante.

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Le telecamere che hanno filmato sono due, una esterna che riprende il complice fuori dal negozio e un'altra che dalla porta d'ingresso è puntata nell'altro lato con un angolo di visuale che copre anche il bancone, collocato lateralmente, e il lato opposto dove si trova il laboratorio dal quale sbuca Ferretti armato non appena capisce cosa sta accadendo.

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Secondo gli inquirenti, stando a quanto si apprende, la minaccia subita dalla coppia è evidente da parte del sodalizio criminoso e la reazione sarebbe dunque legittima. Tutto si consuma in pochi molto concitati secondi nei quali non è chiaro chi sia a sparare per primo ma dove si vede che il bandito morto cade a terra durante il conflitto a fuoco.

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