Truffa milionaria al Cnr, inchiesta chiusa: 7 indagati

di Pietro Barghigiani

Pisa: spariti 1,8 milioni di euro con gli anticipi ottenuti sulla base di sponsor inesistenti. I soldi destinati a società private per studi collaterali alle ricerche finanziate

PISA. L’inchiesta sulla truffa ai danni del Cnr è conclusa. Dalla Procura sono stati notificati gli avvisi di chiusura delle indagini ai sette indagati con l’accusa di truffa ai danni dello Stato, falso ideologico e false fatturazioni. È un ammanco che magistratura e Guardia di finanza stimano in almeno 1,8 milioni di euro quello che è stato alla base anche di un sequestro patrimoniale nei confronti delle persone coinvolte negli accertamenti coordinati dal sostituto procuratore, Flavia Alemi.

L’avviso di chiusura è l’anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, il passaggio ulteriore per arrivare al processo in cui stabilire ruoli ed eventuali responsabilità di un raggiro in cui, al di là del codice penale, sono già emerse lacune gestionali e contabili imbarazzanti. Al termine dei riscontri della Procura restano indagati Antonio Bellucci, 49 anni, commercialista, studio professionale e residenza a San Giuliano Terme; la moglie, Chiara Biagini, 36 anni, in passato dipendente a tempo determinato dell’Istituto di fisiologia Clinica; Marco Borbotti, 49 anni, di Molina di Quosa, capace di farsi assumere con una falsa laurea in Economia e commercio attraverso la quale era diventato il responsabile dell’ufficio entrate dell’istituto. Fu dichiarato incapace di intendere e di volere nel 1998 e nel 2016. Tra i destinatari dell’avviso figurano anche Eugenio Picano, 59 anni, residente a San Giuliano Terme, ex direttore dell’Ifc, che ha sempre sostenuto che le firme sugli atti oggetto di indagine siano stati falsificate; Daniele Ferri, altro ex collega di Borbotti al Cnr licenziato; Simone Luzi, originario di Spoleto, domiciliato a Pisa, anche lui titolare di società di consulenza così come la settima indagata, Cristiana Bracci. Stralciata, per essere archiviata, la posizione Iuri Fedi, ignaro legale rappresentante di due società, la Bc Antares di Cascina e Epidemiology & Nlp Spa di San Giuliano, usate nelle operazioni ritenute dall’accusa truffaldina.

A maggio agli indagati il gip Giulio Cesare Cipolletta, accogliendo la richiesta della Procura, sequestrò beni per 1,8 milioni di euro bloccando 17 immobili, auto, conti correnti. Il fulcro dell’inchiesta, aperta alla fine del 2014, sono i falsi progetti di ricerca confezionati da Borbotti. Il Cnr, ritenendoli veri, accordava anticipi di cassa con il responsabile dell’ufficio entrate e anche scientifico che giustificava la necessità di affidare servizi collegati a studi privati. Una galassia di società quasi sempre riconducibili a tre persone. Negli anni, per la Procura, sono spariti 1,8 milioni e su 3 milioni i rendiconti di spesa sono abbastanza opachi.