L'INCHIESTA

Peculato, chiusa l'indagine su 4 carabinieri

di Pietro Barghigiani

Le accuse: a Camp Darby uso personale di auto, benzina e Viacard dell’Arma. Anche per un capodanno in Versilia

PISA. Quello che era pubblico diventava privato. L’auto di servizio, ma anche la benzina e la Viacard. La tentazione trasformata in privilegio e alla fine anche in reato. È chiusa l’inchiesta della Procura su quattro carabinieri di Camp Darby sotto accusa per peculato. L’avviso di chiusura delle indagini, firmato dal sostituto procuratore Giovanni Porpora, è stato notificato in questi giorni agli indagati. Oltre ai quattro militari in forza, all’epoca dei fatti nella base americana, ci sono anche due posizioni riferibili a carabinieri della base Usa di Vicenza. Per loro si tratta di rivelazione di segreto d’ufficio. Il fulcro dell’inchiesta resta il comportamento dei quattro indagati assegnati alla Compagnia Setaf. Si tratta dell’ex comandante, il colonnello Franco Rimicci, (congedato); del luogotenente Luigi Cozzolino (congedato), del luogotenente Enrico Lettieri, verso il pensionamento; del brigadiere Mauro Sorrentino, ancora in servizio. Tutti in passato furono colpiti da un provvedimento di sospensione che nel frattempo è terminato.

L’avviso di chiusura delle indagini è l’atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati o per produrre memorie difensive. Il passaggio successivo sarà l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta risale al 2016. A far partire le indagini fu un esposto anonimo e dettagliato nei suoi bersagli, nel quale l’autore descriveva un quadro di consuetudini che andavano oltre il piccolo beneficio tollerabile. Per frequenza e contenuti non erano peccati veniali. Un quadro che i carabinieri del nucleo investigativo nel corso dei mesi di indagini hanno appurato essere consistente e credibile. Per l’accusa i quattro militari, a partire dal comandante sostituito nei mesi scorsi prima del congedo, utilizzavano le auto in dotazione al Setaf per usi personali. Una sorta di macchine “civetta” che, è emerso durante gli accertamenti, in occasione di un veglione di capodanno in Versilia servì per far trascorre il passaggio dal vecchio al nuovo anno con la vettura dell’Arma. Non solo. Al di là dei chilometri a “scrocco” ci sono i pieni di carburante a spese dei carabinieri, ma consumati per spostamenti personali. E, in parallelo, all’uso di auto e benzina a sbafo, gli investigatori hanno scoperto pure l’utilizzo delle Viacard per scaricare sulla cassa dell'Arma anche i costi dei percorsi autostradali. Un contesto in cui la leggerezza per un episodio occasionale si è trasformata in una regola che, per la Procura, il comandante della Compagnia era il primo a non rispettare.