PISA

Inseguito e picchiato dai bulli in strada

di Stefano Taglione

Studente di 16 anni in ospedale. Salvato da una commerciante che lo ha fatto entrare in negozio

PISA. Dalla stazione centrale lo hanno inseguito fino in piazza Giusti. Poi, davanti ai cassonetti dei rifiuti, lo hanno pestato. In quattro contro uno. Inquietante episodio di bullismo martedì sera a Pisa, attorno alle 18, fra via Corridoni e la passerella che la collega ai quartieri di San Marco e San Giusto. La vittima – un sedicenne della provincia di Pisa che frequenta una scuola della città – è stato soccorso da un’ambulanza. I bulli, due sarebbero suoi conoscenti, durante l’agguato gli hanno schiacciato una mano sull’asfalto e fatto male al ginocchio destro. Tanto che il ragazzino, in fuga dagli aggressori, si è rifugiato in un negozio di ottica (di nome Novottica) al civico 2 di via dell’Aeroporto, accanto al bar Elisir e a pochi passi dai giardinetti. La titolare, Adriana Matranga, è stata la prima ad aiutarlo. E anche lei – in quel momento da sola, visto che il marito era andato via da un quarto d’ora – si è spaventata moltissimo. «Quando è entrato qui dentro aveva tanta paura, era terrorizzato e piangeva – afferma la commerciante, incredula come alcuni suoi clienti che stanno ascoltando il suo racconto – Si reggeva la mano in una posizione innaturale e zoppicava vistosamente. Forse lo avevano appena picchiato, ma io non ho visto gli aggressori. Probabilmente erano già andati fuggiti: in piazza non c’era più nessuno». Due dei bulli – secondo quanto ha raccontato l’adolescente ad alcune persone – sarebbero suoi compagni di scuola. Gli altri, invece, avrebbe detto di non conoscerli. Non è escluso che in passato fra i tre vi fossero stati altri problemi. Ma la causa del pestaggio non è nota. «È entrato di corsa lasciando perfino lo zaino fuori dal negozio – racconta Matranga, che a San Giusto ha aperto il suo punto vendita solo da qualche anno – e piangeva, eccome se piangeva. Si tirava su gli occhiali bagnati dalle lacrime e gli ho detto subito di mettersi a sedere. Doveva innanzitutto calmarsi». Di lì a poco è partita la telefonata alla polizia e alla centrale del 118. Sul posto è intervenuta un’ambulanza, oltre alle pattuglie della polizia di Stato e dei carabinieri. In molti, in zona, si sono fermati per capire cosa fosse successo. Incoraggiando il ragazzo, ancora spaventatissimo, a raccontare tutto alle forze dell’ordine. «L’ho incoraggiato a dire la verità, perché era molto timoroso – racconta la negoziante – invece in questi casi non bisogna avere assolutamente paura. Noi di lui non sapevamo nulla: non ci ha detto il suo nome, non aveva documenti dietro, né un cellulare». Del fatto si stanno occupando gli agenti della questura di Pisa. Sul loro lavoro, al momento, c’è il più assoluto riserbo. Anche perché il ragazzino, avendo 16 anni, è minorenne. «Tremava come una foglia, era in difficoltà – sottolinea Matranga – e quando sono arrivati i volontari del 118 gli hanno steccato la mano ferita. Quando è entrato qui dentro si toccava anche il ginocchio dolorante». Per questo motivo, i soccorritori inviati sul posto hanno trasportato il ragazzino al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello. Con medici e infermieri che si sono presi cura di lui. Secondo una prima ricostruzione l’aggressione non sarebbe stata compiuta per mettere a segno una rapina, anche perché il ragazzino aveva lo zaino sempre con sé. Si tratta, con ogni probabilità, di un episodio di bullismo. È su questa pista che si stanno muovendo i poliziotti pisani, che stanno cercando di far luce su un episodio che per ore ha scioccato i quartieri di San Giusto e San Marco.