Il giudice all’amico: «Presa la Mercedes dopo la nave»

di Pietro Barghigiani

Per l’accusa è il compenso promesso da Luvisotti e Avino per aver affidato all’Ivg custodia e vendita di uno yacht

PISA. Gli piaceva quella Mercedes Glk, ma non voleva figurare come il proprietario. E aveva pensato di farla intestare al padre. Il filone pisano dell’inchiesta “La giustizia di Zorro”, in cui il giustiziere mascherato sarebbe stato il giudice Roberto Bufo, ha due fronti. Quello degli incarichi di amministratrice di sostegno e curatrice di eredità giacenti all’avvocato Francesca Ferrandi, figlia del suo commercialista, e i rapporti con l’Istituto vendite giudiziarie. Proprio i contatti con Virgilio Luvisotti e Giovanni Avino, direttore e vice dell’Ivg, relativi alla vendita di uno yacht, hanno tirato dentro l’inchiesta i vertici della società.

Per l’accusa Bufo avrebbe ricevuto la promessa di un’auto da Luvisotti e Avino in cambio non solo di poter gestire custodia e vendita di una yach pignorato in un cantiere ai Navicelli. Li avrebbe favoriti ritardando il decreto di trasferimento dell’imbarcazione (pagata ad agosto 2016 e uscita dal cantiere a febbraio 2017, ndr). Non solo hanno preso i 150mila euro come provvigione prevista dalla legge. Ma anche una cifra analoga per i 500 euro al giorno, a carico della procedura, trascorsi con lo yacht fermo nel cantiere grazie al ritardo voluto dal magistrato. Una dilazione nel firmare l’atto che ha fatto ottenere all’acquirente la restituzione dell’Iva, intorno al milione di euro. Si tratta di un messicano che vive in Florida che per 4,8 milioni di euro si è aggiudicato uno yacht di 46 metri. Scrive il gip nell’ordine di arresto: «Bufo ha poi riferito al Cecchetti (altro arrestato, ndr) che l’Istituto vendite giudiziarie, in segno di tangibile riconoscenza, gli avrebbe messo a disposizione una vettura tipo Mercedes Glk dell’anno 2011». Il Suv l’aveva comprato all’asta per 15mila euro un autosalone di Lucca, la cui società è proprietaria del fondo che ospita la sede lucchese dell’Ivg gestita dalla figlia di Luvisotti (estranea all’inchiesta, ndr). Luvisotti, condividendo le simpatie politiche di Bufo, si era anche speso con la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi per farlo nominare assessore. «Sarebbe importante avere un magistrato, li spiazzi tutti». Ma la cosa non andò in porto. Resta la storia dell’auto.

Sempre Bufo con Cecchetti.

Bufo «Glk della Mercedes».

Cecchetti: «Non so quale sia ma sicuramente è bella».

Bufo: «Quella un po’ squadrata, tipo familiare».

Cecchetti: «Ah bene, bene».

Bufo: «L’ho presa».

Cecchetti: «Alle vendite? Eh, dai immagino no...»

Bufo: «Allora... a seguito appunto di questa nave».

Cecchetti: «Attento, attento».

Il problema è quello di intestare l’auto. Prima ci prova con una concessionaria di Massa. Poi con una carrozzeria, sempre massese. Parla con la figlia del titolare.

Bufo: «Mio papà non è ancora intestatario della macchina. Devo prima fargli fare il passaggio di proprietà. Vabbé, te li do. Glieli do in contanti a tuo papà».

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