Minniti promette «Più agenti in arrivo»

di Pietro Barghigiani

Operativo il nucleo antiterrorismo con dieci carabinieri

PISA. Il ministro dell’Interno Marco Minniti arriva in città per firmare il “Patto per Pisa sicura” e dà tre notizie: l’avvio delle ricerche per una nuova sede della questura; la piena operatività di dieci carabinieri del nucleo antiterrorismo; la collocazione di Pisa in cima alla lista delle città in cui inviare a primavera i poliziotti in formazione grazie allo sblocco del turn over e alla volontà di coprire gli organici con i fondi trovati nella legge di Stabilità.

Non è stata una passerella istituzionale quella del titolare del Viminale, arrivato poco dopo le 10,30 in prefettura. L’incontro a Roma con il sindaco Marco Filippeschi è servito a preparare il terreno a una giornata non rituale sul fronte sicurezza.

È stato il sindaco sottolineare gli storici punti deboli di una città che ha 90mila residenti a fronte dei 150mila che sono la vera popolazione. E poi gli organici delle forze dell’ordine calibrati su parametri del 1989.

Firmato per la prima volta nel 2010 con l’allora ministero dell’Interno, Roberto Maroni e rinnovato ogni due anni, il “Patto per Pisa sicura” stavolta poggia su una base normativa solida. Quella che era mancata finora, prestando il fianco a ricorsi e impugnazioni che hanno fiaccato l’azione di contrasto agli effetti deleteri della mala-movida. Con il decreto Minniti sulla sicurezza urbana, ordinanze del sindaco e provvedimenti di polizia municipale e questore hanno ora una copertura giuridica che ne rafforza i contenuti.

La firma. A firmare il patto, davanti ai vertici politici, militari e delle istituzioni locali, sono stati la vice presidente della Regione, Monica Barni, il prefetto Angela Pagliuca, il sindaco Marco Filippeschi e il ministro Minniti. Lo spirito dell’accordo resta quello di sempre: una collaborazione intensificata tra le forze dell’ordine con la prefettura nel ruolo di coordinamento. Non solo repressione. Gli interventi per rimuovere situazioni di degrado urbano e il favorire un’integrazione sociale possono e devono, secondo la filosofia del patto, contribuire alla percezione e alla realizzazione concreta della sicurezza in città.

Nuova questura. Minniti ha annunciato la decisione del prefetto di procedere con un bando esplorativo per la ricerca di una nuova sede della questura. Prima di andare a Catania, il questore Alberto Francini aveva dato un parere di idoneità all’edificio dell’ex Provincia in piazza Vittorio Emanuele II. L’iter è iniziato ufficialmente con l’avviso della prefettura per trovare la nuova casa della polizia a Pisa.

Arrivo di agenti. Spiegando che i dati sui reati sono in significativa diminuzione, il ministro ha aggiunto che dopo anni di blocco del turn over si torna ad assumere.

«Si può intervenire – ha spiegato - per colmare gli organici grazie alla legge di Stabilità. La formazione del personale si concluderà a primavera. Pisa sarà in cima alla lista degli organici da completare».

Antiterrorismo. Il tema riguarda Pisa per aeroporto e Torre. È operativo il nucleo antiterrorismo dei carabinieri creato a partire dall’aprile 2017.

«Qui avete uno dei simboli dell’umanità - ha detto il ministro –. La minaccia del terrorismo c’è e noi dobbiamo garantire un sistema di controllo che garantisca sicurezza e fruibilità dei luoghi. Anche se l’Isis ha subìto gravi contraccolpi, penso alla caduta di Raqqa in Siria, non per questo dobbiamo allentare la pressione. Anzi, è in queste fasi che possono esserci possibili reazioni. È fondamentale la cooperazione tra gli investigatori centrali e quelli del territorio. A Pisa sono già operativi dieci carabinieri assegnati al nucleo antiterrorismo». Per il ministro sulla stazione è importante esserci come forze dell’ordine, ma ancora di più è necessario procedere a una riqualificazione dell’area a livello urbanistico. E il progetto da 42 milioni per l’area impostato dal Comune risponde a questa esigenza. Minniti ha aggiunto che Pisa entrerà nel circuito delle forze di intervento rapido. Dialogo tra enti locali e Stato con il coinvolgimento dei cittadini, il recupero delle aree degradate e il potenziamento anche della videosorveglianza per il ministro sono gli ingredienti «di un patto per tutelare i cittadini di Pisa».

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