Pd, primarie di coalizione chieste con oltre 200 firme

Sono state consegnate formalmente, ma la decisione spetta all’assemblea Le mosse di Serfogli, i dubbi di Gelli e le ipotesi per una candidatura civica

PISA. C’è una data precisa nell’agenda del Pd pisano verso le elezioni amministrative, che peraltro s’intersecano con quelle politiche, per riuscire a sciogliere tanti complessi nodi. Per venerdì prossimo è convocata l’assemblea comunale, che dovrà anzitutto pronunciarsi sulla novità annunciata, ma ora formalizzata: con oltre duecento firme, gli iscritti chiedono le primarie di coalizione per stabilire il candidato sindaco. Una mossa nell’aria e che va ad aggiungersi ad uno scenario ancora condizionato dalle scelte del partito nazionale sui candidati al Parlamento.

Un passo per volta. La richiesta delle primarie mette ancor di più in risalto la figura dell’assessore Andrea Serfogli, che della sua intenzione di correre per la successione a Filippeschi non ha mai fatto mistero. Ma, se effettivamente dovessero tenersi le primarie, il suo nome non sarebbe l’unico: si possono ipotizzare tra i concorrenti anche il segretario comunale dem Giovanni Viale, l’assessora Sandra Capuzzi (Pd) e il vicesindaco Paolo Ghezzi (In lista per Pisa).

Ma in molti restano in attesa della composizione delle liste con i candidati al Parlamento per vedere se vi è confermata la presenza del deputato uscente Federico Gelli. Il cui nome, al di là delle ribadite intenzioni di non proporsi come aspirante sindaco, non può ancora essere definito del tutto fuori dalla corsa per Palazzo Gambacorti. Anche se le percentuali non sembrano essere aumentate nel frattempo.

«Nel partito c’è la volontà condivisa di trovare la migliore soluzione possibile - dice Viale -. Anche la presentazione delle firme per le primarie è un aspetto positivo, espressione di un fermento che dimostra la voglia di arrivare ad una decisione e rappresenta uno stimolo per il gruppo dirigente. L’assemblea prenderà in considerazione tutte le ipotesi in campo usando ragionevolezza per giungere all’obiettivo».

Quello dall’assemblea è peraltro un passaggio obbligato anche per il via libera alle primarie. La discussione si preannuncia accesa. Sull’altro piatto della bilancia, per non ricorrere alle consultazioni, servirebbe al Pd una candidatura condivisa finora non individuata. Resta il punto interrogativo su Gelli e restano i contatti con civici da tempo non andati a buon fine, come con la docente della Scuola Sant’Anna Sabina Nuti e con il presidente della Paim Giancarlo Freggia, mentre non sarebbe del tutto tramontata l’ipotesi Andrea Di Benedetto, imprenditore informatico e presidente regionale della Cna.

Francesco Loi

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