Danni alle auto dei tifosi inchiesta della Digos

Una donna denuncia: «Minacciati e obbligati a consegnare maglie e sciarpe» Un’altra testimonianza: «Auto in fila al semaforo presa a calci, specchietti rotti»

PISA. «Ci hanno accerchiati. Poi hanno aperto uno sportello dell’auto con l’intimazione di toglierci le maglie. E per finire hanno pure rifilato una pedata alla portiera».

È il racconto di una pisana che sabato pomeriggio, a fine partita, in compagnia di due amiche e un amico con i nerazzurri sconfitti in casa del Livorno si è ritrovata circondata da un gruppo di tifosi amaranto.

«Non voglio il mio nome sul giornale, ma so di altri episodi del genere» prosegue la donna, la cui storia è simile a quella di altre famiglie che nel dopo partita scrivono su Facebook di essersi trasformate in bersaglio dei livornesi che volevano, in una sorta di “bottino” di guerra, maglie e sciarpe nerazzurre.

Un’altra testimonianza rende l’idea del clima.

«Eravamo in cinque in auto – racconta un tifoso –. Erano circa le otto e un quarto e su un vialone per raggiungere la superstrada abbiamo trovato un semaforo. Fermi in fila all’improvviso almeno una decina di livornesi ci hanno assalito. Calci e pugni contro la macchina, gli specchietti rotti. Volevano le maglie, ma erano nel bagagliaio. Siamo scappati, passando anche sopra i marciapiedi. A quel punto hanno preso di mira un’altra auto di pisani. Lungo le strade percorse non abbiamo visto una pattuglia o qualcuno in divisa che potesse controllare il nostro esodo».

Scene sgradevoli che stridono sulla sostanziale correttezza delle tifoserie durante la partita. Qualche sbavatura, con strascichi da codice penale, è avvenuta dopo.

Con i livornesi su di giri per la vittoria nel derby dei derby e con lo stop del Siena che ha proiettato il Livorno in testa alla classifica. A parte la caccia ai trofei nerazzurri, ci sono altri aspetti più gravi sui quali la Digos ha avviato un’indagine.

Oltre alle intimidazioni sono stati segnalati anche diversi danneggiamenti di auto. Non tutti i pisani sono andati in treno per assistere al derby. C’è chi ha scelto di usare l’auto. E oltre all’amarezza per i due gol presi in campo è tornato a casa con qualche ammaccatura alla carrozzeria.

Gli investigatori della Digos livornese sono impegnati da sabato pomeriggio ad accertare eventuali responsabili di intimidazioni e danneggiamenti contro i pisani. E invitano le vittime a presentarsi per denunciare con dettagli concreti quello che è capitato.

Stando a quanto riferito dalla questura ci sono già delle posizioni su cui svolgere accertamenti.

Sono alcune persone identificate dalle pattuglie in servizio che, per la polizia, potrebbero aver avuto una responsabilità sia nell’obbligo minaccioso di togliersi le magliette del Pisa, rivolto soprattutto alle donne, che nei calci alle auto.

Gli investigatori stanno visionando i filmati effettuati dalla scientifica con l'elicottero del reparto volo di Firenze e quelli dell'impianto di videosorveglianza dello stadio Picchi, sia per verificare gli assalti vandalici e intimidatori sia per l'accensione di alcuni fumogeni e petardi da parte di spettatori delle due curve che, una volta identificati, riceveranno il Daspo.

Concludono in questura che «d’intesa con la Polfer e con la polizia pisana sono in corso accertamenti anche per determinare le cause che hanno provocato un ritardo nella partenza dell'ultimo treno che trasportava i tifosi del Pisa».

Pietro Barghigiani

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