centauro sotto processo 

Bruciato nell’Ape: a novembre in aula i testi dell’accusa

PISA. Udienza rapida per la costituzione delle parti e l’indicazione della lista testi nel processo per omicidio stradale davanti al giudice Raffaella Poggi.A giudizio è finito Dario Cola, 42 anni,...

PISA. Udienza rapida per la costituzione delle parti e l’indicazione della lista testi nel processo per omicidio stradale davanti al giudice Raffaella Poggi.

A giudizio è finito Dario Cola, 42 anni, di Molina di Quosa, il centauro che il 26 settembre 2016 andò schiantarsi contro un motocarro Ape alla cui guida si trovava Dino Baldacci, pensionato di 83 anni residente a Migliarino. Nell’urto una scintilla o la combustione sprigionata dallo schianto innescò un incendio che colse l’anziano nell’abitacolo bruciandolo vivo. Non riuscì a scappare e, rimasto prigioniero dell’Ape, i soccorritori trovarono il corpo carbonizzato.

Il dibattimento con i testi dell’accusa inizierà a novembre. L’imputato, difeso dagli avvocati Antonio Olmi e Letizia Bertolucci del Foro di Firenze, nell’incidente riportò gravi lesioni. I due figli del pensionato si sono costituiti parte civile con i legali Alessandro Orselli e Francesca Bellacchi.

Ex dipendente della Piaggio a Pontedera, in pensione da anni, Baldacci nel tardo pomeriggio del 26 settembre del 2016 era uscito dal bar Quadrifoglio in via Mazzini. Era salito sull’Ape e un attimo dopo essersi immesso nella via fu centrato dalla moto guidata da Cola. Nella contestazione di omicidio stradale l’accusa ha messo in rilievo l’alta velocità del centauro. In quel tratto, centro abitato, il limite è di 50 km/h. L’andatura del motociclista, secondo la Procura, era superiore di almeno 20 km/h. Un dato difficile da accertare con esattezza, ma che nella ricostruzione delle indagini preliminari è stato ritenuto sufficiente per giustificare il processo. Cola risultò negativo agli esami su droga e alcol. Era, come si dice, pulito e senza alcuna alterazione psicofisica. La tesi della difesa è che una manovra repentina di Baldacci, una probabile svolta a “U” sulla strada nella ripartenza dal parcheggio davanti all’esercizio pubblico, potrebbe far scattare un concorso di colpa.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.