Il ministero si “sveglia” «Fondazione, ripensaci»

Dietrofront del Mibact per non perdere il finanziamento di 2,4 milioni di euro Il presidente Pugelli: «Sì a un nuovo incontro». Accordo a breve o salta tutto

PISA. Il dietrofront del ministero riaccende le speranze di salvare la chiesa di San Francesco.

Pochi giorni prima del Cda della Fondazione Pisa di lunedì scorso, che avrebbe dovuto decidere il ritiro dei 2,4 milioni di euro stanziati per finanziare la quasi totalità delle risorse necessarie (2,7 milioni) alla ristrutturazione della monumentale struttura religiosa di proprietà statale, il ministero dei Beni culturali ha chiesto tramite il Segretariato regionale della Toscana di riprendere il dialogo. Dopo oltre sette mesi di attesa, lo scorso aprile la Fondazione Pisa ha lanciato un ultimatum per firmare, entro la fine di maggio, un accordo per vincolare le risorse all’intervento di risanamento della chiesa. Il Cda dell’ente di via Toselli ha quindi congelato la decisione in attesa dell’incontro con i vertici del segretariato regionale e con quelli della Soprintendenza di Pisa, che dovrebbe essere convocato nel giro di pochi giorni con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione condivisa.

La Fondazione chiede di destinare le risorse offerte al risanamento delle ferite che nell’aprile 2016 hanno imposto la chiusura della chiesa e la garanzia di ultimazione dei lavori. Senza un contratto, il finanziamento finirebbe infatti nelle casse del ministero a disposizione anche di altre emergenze architettoniche nazionali.

La Soprintendenza si dice invece impossibilitata a firmare l’accordo proposto per la presenza di una clausola che permetterebbe alla Fondazione di ritirare lo stanziamento in caso di un intoppo che, a lavori iniziati, possa mettere a rischio l’intervento di ristrutturazione. «Abbiamo acconsentito alla richiesta di un ultimo incontro - sottolinea Claudio Pugelli, presidente della Fondazione Pisa -. Nei prossimi giorni ci riuniremo con i rappresentanti del segretariato regionale e con quelli della Soprintendenza di Pisa per verificare le posizioni di entrambe le parti e fare un ultimo approfondimento. Noi abbiamo delle regole ben precise da rispettare, gli enti statali hanno le loro da seguire: cercheremo di trovare un punto d’incontro». L’eventuale intesa potrebbe portare alla stipula del contratto nel giro di pochi giorni. In caso contrario le risorse messe a disposizione dalla Fondazione Pisa saranno trasferite su altre emergenze cittadine. Per la chiesa di San Francesco la richiesta di soldi al ministero resterebbe l’unica alternativa da praticare per far fronte ai problemi strutturali e al cedimento di una porzione del tetto causata dal danneggiamento delle 18 travi che sorreggono la copertura. L’edificio Duecentesco è stato inserito ne “I luoghi del cuore”, la campagna del Fai per salvare i monumenti “dimenticati”. Con un click (www.fondoambiente.it) è possibile votare per il monumento di piazza San Francesco e sperare nell’arrivo di una parte delle risorse necessarie a riaprire le sue porte.

Danilo Renzullo