Lo zoccolo duro del Pd regge, astensione alta nel Movimento 5 Stelle

L’analisi del voto alle Comunali elaborata dall’istituto Cattaneo Una sorpresa: flusso del 2,5% di elettori dalla destra ai dem

PISA. Lo zoccolo duro del Pd regge, qualche defezione nel centrodestra, cinquestelle attratti dall’astensione. Questa, in sostanza, l’analisi sui flussi elettorali elaborata dall’istituto di ricerca “Carlo Cattaneo” di Bologna. Il quadro: «A Pisa il primo turno si è concluso con un testa a testa tra il centrodestra (in lieve vantaggio, 33,3%) e il centrosinistra (33,2%), con il M5s nettamente distaccato (9,9%). Qui la sinistra (Rifondazione comunista e varie liste civiche) mantiene una posizione di un certo peso (7,9%). L’offerta politica si caratterizza inoltre per la presenza di due candidati “civici” che hanno ottenuto percentuali che al ballottaggio avranno un peso decisivo (Latrofa 6,6%, Veronese 6,2%). Complessivamente, dunque, l’area degli “altri” è nella città toscana particolarmente nutrita».

L’istituto Cattaneo si sofferma sulle principali forze politiche. «L’elettorato cinquestelle - si legge - in larga maggioranza preferisce astenersi. Per il resto si divide tra chi (il 3,7% del corpo elettorale) rimane fedele al simbolo votato tre mesi fa alle politiche e chi (il 4,3% del corpo elettorale) premia il centrodestra. I passaggi verso il centrosinistra sono quantitativamente trascurabili». Inoltre, «chi si aspettava che l’alleanza con la Lega portasse gli ex elettori di Pd passati al M5S a tornare nel centrosinistra a Pisa è stato sonoramente smentito».

Invece «gli elettori che il 4 marzo scelsero il Pd confermano la propria preferenza per il centrosinistra, ma la concorrenza degli “altri” (ossia i due candidati “civici” e il candidato di sinistra) si fa sentire (attirando una quota pari al 6,9% del corpo elettorale). Discorso simile vale per Leu». Per quanto riguarda l’elettorato dei principali partiti di centrodestra (FI e Lega) «si nota una significativa perdita verso l’astensione da parte di entrambi, a cui si aggiunge un flusso di discreta entità (pari al 2,5% dell’elettorato) verso il Pd», e questo è un dato che stupisce.

L’istituto Cattaneo guarda poi i flussi in uscita, ovvero prende un partito alla volta, fa pari a 100 i suoi elettori delle politiche ed osserva come si sono distribuiti alle elezioni comunali. Nel M5S «si conferma l’elevata propensione all’astensione (scelta da poco più della metà di questo elettorato a Pisa). Per il resto, le scelte si rivelano divergenti: a Pisa premiano il centrodestra ancor più dello stesso M5S (ed ignorano il centrosinistra)». Gli elettori del Pd, quelli che non lo avevano già abbandonato il 4 marzo, «si mostrano molto fedeli (anche se a Pisa la concorrenza delle liste civiche si fa sentire). Sostanzialmente nulle sono le perdite verso l’astensione: il suo “zoccolo duro” ha tenuto compatti i propri ranghi».

«Minore» si conferma la fedeltà degli elettori di centrodestra: «In entrambe le città sia Forza Italia che la Lega perdono quote numericamente rilevanti verso l’astensione ed a Pisa la Lega cede una quota non trascurabile al centrosinistra».

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