«Un messaggio a sinistra»

di Francesco Loi

L’ex sindaco entra nella competizione elettorale e dà consigli a Serfogli

PISA. Un chiaro messaggio a sinistra, più che al centro o alle liste civiche (o solo alle liste civiche), per battere la destra leghista al ballottaggio. A tracciare la rotta, con annesso suggerimento diretto al candidato del centrosinistra Andrea Serfogli, è Paolo Fontanelli. L’ex sindaco e leader di Articolo Uno-Mdp conferma quanto aveva preannunciato in caso di duello domenica 24: un impegno personale nell’arena politica. Così chiama a raccolta i suoi per domani sera, convocando l’assemblea pisana del movimento (aperta a tutti).

«La coalizione di centrosinistra deve mandare un messaggio chiaro a sinistra, mettendo al centro del confronto non solo semplici accordi, ma politiche e contenuti. In più occorre recuperare i delusi che ancora una volta non sono andati a votare», dice Fontanelli da Roma, prima di un incontro con Pietro Grasso e la dirigenza di quel pezzo di sinistra rimasta sotto l’insegna di LeU. Il riferimento dell’ex deputato è alla sinistra del Pd, quella che parte da Sinistra Italiana, ma che comprende anche la formazione Diritti in comune che aveva come candidato Ciccio Auletta. In totale un 7-8% che potrebbe essere decisivo.

«Penso sia necessario fare tutto il possibile per sventare il rischio di una amministrazione governata dalla destra leghista», dice Fontanelli. Quindi «occorre mettercela tutta nei giorni che ci separano dal 24 giugno, cercando anche di parlare e rimotivare molti elettori di sinistra che hanno scelto l’astensione. Ma un segnale in questa direzione, quella dell’attenzione verso i valori della sinistra, deve arrivare anche da Andrea Serfogli. Noi, contro la destra, lo appoggiamo senza cercare intese o accordi particolari, ma la costruzione di un consenso largo presuppone comunque una chiara indicazione di messaggi politici».

La differenza, secondo Fontanelli, deve farla la visione di città. Spiega: «Quello che ci deve preoccupare sono soprattutto i contenuti delle politiche portate avanti dalla Lega, non solo su scala nazionale. Cavalcano un malessere reale, ma indicano risposte che non risolvono i problemi, anzi li alimentano in funzione di una campagna elettorale permanente. E le ricette che propongono non puntano a ridurre le diseguaglianze, semmai a mantenerle. Basta ricordare la Flat tax che, come ha riconosciuto Salvini, mira ad abbassare le tasse ai ricchi “perché se hanno più soldi spenderanno di più e così passeranno qualcosa anche ai poveri”». Inoltre «il tema della giustizia sociale lo sviluppano sul piano delle contrapposizioni e dell’intolleranza anziché su quello della solidarietà, favorendo così la lotta e la conflittualità fra i più poveri. Nelle politiche sociali perseguono più le idee dell’assistenza caritatevole che quella del riconoscimento e dell’organizzazione dei diritti». Secondo il leader di Mdp, «politiche di questo genere in una città come Pisa avrebbero un effetto nefasto, profondamente negativo. Pisa, per le sue caratteristiche principali, dalle Università ai grandi servizi fino al turismo, è una realtà che ha bisogno di apertura, di relazioni internazionali e di attrazione, e la tolleranza rappresenta uno dei fattori principali per creare attrazione nel campo della cultura, della ricerca e dell’innovazione».

Fontanelli definisce «preoccupanti «i risultati delle elezioni comunali, soprattutto per l’avanzata della Lega che afferma una supremazia piena nell’ambito della coalizione del centrodestra. E sono anche, su scala nazionale, un biglietto da visita del nuovo governo. Non a caso M5S ha visto un arretramento elettorale quasi ovunque. Il Pd è arretrato pesantemente rispetto ai dati di cinque anni fa, perdendo assai più di quattromila voti ed indietreggiando anche sulle recenti politiche, nonostante un po’ di compensazione arrivata da elettori di LeU, motivati dalla ricerca del voto utile. Ma la partita è aperta».

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