Muore a 28 anni dopo l'operazione: tre medici sotto inchiesta

di Pietro Barghigiani

Pisa: ipotesi di omicidio colposo per il decesso di un giovane colpito da tumore alla tiroide. I genitori e il fratello hanno nominato i legali. L’esito dell’autopsia dopo l’estate

PISA. L’accusa è di omicidio colposo. È l’ipotesi contestata dalla Procura a tre medici che si sono occupati di Giuseppe Izzo, il beneventano di 28 anni, morto l’8 giugno a Cisanello dopo un intervento di asportazione di un carcinoma alla tiroide. Un’operazione tecnicamente riuscita che nel giro di qualche ora ha avuto un epilogo imprevisto. E irreversibile. Un’emorragia ha interrotto le speranze per il paziente e i suoi familiari che, per conoscere le cause del decesso, hanno presentato un esposto in Procura.

Il magistrato Sisto Restuccia ha iscritto sul registro degli indagati chirurghi e personale dell’unità operativa di anestesia e rianimazione 4°. L’esito dell’autopsia, eseguita da un professionista di fuori Pisa, specializzato in endrocrinologia, verrà comunicato alla fine dell’estate. Parte degli indagati è assistita dall’avvocato Patrizio Pugliese, mentre i familiari di Izzo - genitori e fratello - si sono affidati ai legali Andrea Cariello di Pisa e Federico Paolucci di Benevento che l’esame autoptico hanno nominato un medico legale di fiducia.

Izzo era arrivato a Cisanello per curare una patologia che lo aveva aggredito da tempo e che lasciava come unico margine quello dell’intervento chirurgico. Una neoplasia alla tiroide che a Pisa avrebbe potuto trovare una risposta in uno dei centri di eccellenza a livello nazionale. Che la situazione fosse delicata era chiaro ai familiari arrivati da Benevento per stare vicino a Giuseppe. In sala operatoria non ci sono state complicazioni. Quando il paziente è stato trasferito in rianimazione la situazione si è aggravata con un’emorragia che non gli ha lasciato scampo. Una morte avvenuta oltre una settimana fa e che ha sconvolto genitori e fratello. La notizia ha raggiunto la comunità di Benevento dove Giuseppe Izzo era molto conosciuto. Non solo per il suo impegno nel volontariato, ma anche perché nel week end faceva lo steward nelle gare casalinghe della squadra di calcio retrocessa in serie B. Attivista dell’Azione Cattolica, Izzo aveva anche cominciato a lavorare come assistente ai ragazzi disabili.