Una donazione “incrociata” salva due vite tra Italia e Spagna

Due coppie tra loro incompatibili, una a Pisa e l’altra a Barcellona, si incontrano e si aiutano a vicenda grazie al programma “cross over”

PISA. Decidono di donare una parte di sé per dare una speranza di vita alla persona che amano. Ma poi scoprirono di non poterlo fare per “incompatibilità”. I donatori sono due, uno vive a Pisa l’altro a Barcellona, in Spagna. Non si conoscono. Forse non si conosceranno mai. Ma il loro gesto d’amore, il loro essere “anime gemelle” di qualcuno al quale sono pronti a donare tutto, anche una parte di se stessi, non è vano grazie a una sorta di “globalizzazione” delle tecnologie e delle cure in campo sanitario. Il donatore pisano dona il suo rene: sano ma inservibile al paziente malato a Pisa. E così cura il paziente spagnolo. Il familiare del paziente spagnolo fa lo stesso per salvare la vita a quello pisano.

Così oggi, a Pisa e a Barcellona, ci sono due coppie che possono guardare di nuovo con fiducia al loro futuro.

La storia a lieto fine è anche la prima, del genere, che coinvolge i Paesi del Sud dell’Europa, tra cui Italia e Spagna, che hanno dato vita a una sorta di catena internazionale di trapianto di rene in modalità incrociata (il cosiddetto programma “cross over”), in cui sono state coinvolte due coppie donatore-ricevente non compatibili, una di Barcellona e una di Pisa appunto.

L’intervento è stato eseguito lo scorso 19 luglio e l’obiettivo della collaborazione tra i due Paesi, entrambi già impegnati con programmi nazionali di cross over, «è di allargare ulteriormente il bacino di potenziali donatori a favore di quei pazienti che non possono ricevere l’organo dal loro donatore, a causa della presenza di anticorpi specifici che ne determinano l’incompatibilità - spiega l’azienda ospedaliero universitaria pisana - Questo protocollo si inserisce nell’ambito della South Alliance for Transplant (SAT), un accordo internazionale che vede coinvolte la Spagna, la Francia, l’Italia e il Portogallo per individuare programmi comuni di cooperazione con l’obiettivo di incrementare le risposte assistenziali ai pazienti in attesa di ricevere un trapianto. In concreto, se con il programma nazionale cross over viene data la possibilità ad una coppia donatore-ricevente incompatibile di ricevere e donare un rene incrociando le loro compatibilità immunologiche con quelle di altre coppie donatori-riceventi nella stessa condizione, con il cross over internazionale la ricerca di donatori compatibili si allarga oltre confine, aumentando le possibilità di trapianto».

Le operazioni di prelievo e di trapianto sono state realizzate in Italia presso l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana dal professor Ugo Boggi e dal professor Fabio Vistoli (unità operativa Chirurgia generale e dei trapianti) e a Barcellona dal dottor Alberto Breda, capo dell’équipe chirurgica di trapianti renali della Fondazione Puigvert dell’Università Autonoma di Barcellona. I risultati dei chirurghi pisani sono frutto di una lunga esperienza. Era il 15 novembre 2005 quando, per la prima volta in Italia, veniva eseguito a Pisa un trapianto di rene da vivente cross-over tra coppie incompatibili.

Si trattava di uno scambio di reni tra 3 coppie di coniugi di mezza età nelle quali vi erano barriere di incompatibilità immunologica che impedivano il trapianto diretto tra i familiari, mentre incrociando tra loro donatori e riceventi si era stato possibile realizzare 3 trapianti di rene da vivente con compatibilità “standard”. È da questa esperienza pionieristica che poco più di un anno dopo è stato redatto un protocollo nazionale per regolare questa materia e dal 2015, dopo alcune esperienze monocentriche, si è avviato un programma di scambio regolato a livello nazionale.  (v.l.)