Donna muore in degenza: 17 indagati al San Jacopo

di Massimo Donati

Pistoia: in vista dell’autopsia avvisi di garanzia a medici e infermieri di medicina e chirurgia che hanno avuto in cura l’anziana

PISTOIA. Il ricovero in codice rosso per una crisi respiratoria, la caduta dalla poltrona su cui, qualche giorno dopo, era stata fatta sedere affinché respirasse meglio, la successiva operazione d’urgenza per l’asportazione di un rene e della milza, la lenta ripresa, il trasferimento in un centro di riabilitazione. E, martedì 3 ottobre, la morte.

Sono in 17, medici e infermieri dell’ospedale San Jacopo, ad aver ricevuto l’avviso di garanzia in vista dell’autopsia. Tutti iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in seguito al decesso di Orsola Viscusi, l’anziana paziente di Monsummano morta  in un struttura dell’Impruneta (Firenze), dove era stata trasferita da qualche giorno dopo un lungo e travagliato ricovero all’ospedale di Pistoia.

Venerdì 6 ottobre sulla salma della donna, 84 anni, è stata eseguita l’autopsia disposta dalla procura della Repubblica in seguito all’esposto presentato dai familiari. E proprio in vista di questo atto irripetibile, il pm Claudio Curreli, titolare dell’inchiesta, a garanzia del loro diritto di difesa, ha indagato formalmente tutti coloro che, all’ospedale San Jacopo, hanno avuto a che fare con l’anziana paziente, medici e infermieri del reparto di medicina e di quello di chirurgia in cui è stata ricoverata e che un domani potrebbero essere ritenuti responsabili.

Compito del medico legale Stefano Pierotti è quello di accertare le cause della morte e se queste possano essere correlate con eventuali negligenze da parte del personale del San Jacopo dal momento del ricovero a quello del trasferimento all’Impruneta. E gli indagati hanno avuto la possibilità di far assistere all’autopsia dei loro consulenti di fiducia.

Orsola Vuscusi venne ricoverata d’urgenza al San Jacopo agli inizi di agosto, in preda a una grave crisi respiratoria. Non si sa se in quel momento avesse già le lesioni che poi avrebbero portato all’asportazione d’urgenza di un rene e della milza. Lesioni che vennero riscontrate in seguito alla tac alla quale fu sottoposta dopo la caduta dalla poltrona avvenuta durante il ricovero nel reparto di medicina, in un momento in cui, secondo i familiari, non sarebbe stata adeguatamente sorvegliata e assistita (per questo, si sono poi rivolti all’avvocato Stefano Vescio).

Fatto sta che la procura vuole chiarire se ci siano eventuali responsabilità, oltre che da parte del personale di medicina, anche da parte di quello del reparto di chirurgia: se qualcosa possa essere andato storto durante l’intervento o nella fase postoperatoria fino alle dimissioni dall’ospedale. Intanto l’Asl ha aperto una propria inchiesta interna.