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Il liceo Petrocchi cerca casa, un privato risponde all’appello

Rinaldo Vanni, presidente della Provincia di Pistoia: in corso trattative per dare nuove aule agli studenti della succursale  

PISTOIA. Un soggetto privato sarebbe disponibile a concedere degli spazi per ospitare i ragazzi della succursale "Bolognini". Proprio nell'ultimo giorno di maggio, termine ultimo per rispondere all'appello lanciato ai pistoiesi dal presidente della Provincia di Pistoia Rinaldo Vanni per reperire spazi in grado di accogliere i 180 ragazzi della succursale, si è aperto un nuovo spiraglio di luce, una possibilità su cui, per dirla con le parole dello stesso Vanni «ancora non possiamo sbilanciarci, ma che si è concretizzata proprio in questi giorni».

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Ricordiamo infatti che, come estrema ratio, il presidente della Provincia aveva lanciato a metà del mese di maggio un appello per reperire spazi agli studenti del Petrocchi, carente di capienza, e arginare così la drastica soluzione dei doppi turni. A breve infatti gli studenti ospiti della succursale cosiddetta “Bolognini” dovranno lasciare l’edificio in via del Bottaccio per finita locazione, dopo la decisione dei proprietari di utilizzare l’immobile per altre finalità e dopo l'intimazione di sfratto entro il 10 aprile scorso, fortunatamente prorogata alla fine dell'anno scolastico. Da qui il problema di una ricollocazione immediata, in attesa della costruzione di un edificio ex novo sul viale Adua, tra il Fedi-Fermi e il parcheggio di Pistoia Ovest, come da accordo tra Comune e Provincia, grazie anche ad un possibile contributo della fondazione Caript. Una soluzione questa che però potrà concretizzarsi solo tra un paio d'anni. «La Provincia non ha risorse, non riuscirà a fare nemmeno il bilancio, non vedo come sia possibile trovare una soluzione se non quella dei doppi turni - aveva detto Vanni una quindicina di giorni fa, durante il suo appello- noi abbiamo solo 30mila euro con i quali poter pagare un affitto. Se entro la fine del mese non ci sarà alcuna proposta per la concessione di qualche edificio, dovrò dare comunicazione ufficiale alla scuola perché i ragazzi devono sapere dove e come faranno lezione a settembre». Nessuna comunicazione alla scuola invece, almeno per adesso. «Conto di avere una risposta entro la metà di giugno, la questione non è ancora chiusa, ci stiamo lavorando e siamo in attesa di capire se ci saranno sviluppi positivi», conclude il presidente.

Alessandra Tuci