i nodi della sanità 

«Carichi di lavoro insostenibili, in ospedale serve altro personale»

di TIZIANA GORI

Cisl: dov’è finito l’impegno della Regione per risolvere il problema?

PISTOIA. «Dov’è andato a finire l’impegno della Regione Toscana per risolvere la problematica dei Pronto soccorso, quando ancora a quelli di Pistoia e Pescia si eseguono più di 300 ingressi giornalieri con attese di ore, con gravi disagi per l’utenza e un carico di lavoro ai limiti della sostenibilità per il personale? »

«I pistoiesi che restano in città – commenta Alessandra Biagini, segretaria provinciale della Cisl – sono molti di più a causa della crisi economica. La richiesta di prestazioni è sempre alta».

Una situazione che, soprattutto durante i mesi estivi, ricade anche sui reparti di degenza. «A Pistoia e Pescia mancano i posti letto per gli “acuti” – continua Biagini – e il personale è in numero ridotto per consentire a tutti di usufruire delle ferie. Gli interventi chirurgici programmati vengono rinviati per dare spazio alle emergenze. Come Cisl – aggiunge insieme ai colleghi Massimo Baldecchi e Alessandro Vivarelli – abbiamo preso atto dello sforzo fatto dall’Asl per potenziare le prestazioni sanitare. I risultati sono migliori rispetto al 2017, ma non ancora sufficienti».

«Non meno importante – ricorda Biagini – è il comparto delle cure domiciliari, che non ha avuto quelle risorse necessarie a potenziarlo. Non è diventato il filtro per evitare l’ospedalizzazione dei pazienti. Ad oggi ci sono una ventina di letti di cure intermedie al Villone Puccini e al Turati». La buona volontà degli operatori ha sopperito a carenze organizzative che si sono ormai spinte oltre i limiti consentiti.

Il problema della carenza di personale è ancora in larga parte dovuto ad un vincolo di legge: quello che obbliga le Asl a non avere più dipendenti dell’anno 2004, meno l’1,4%. «È così – ricorda Fernando Biondi (Cgil) – viene garantito solo il rimpiazzo del turn over. Il piatto piange, nonostante gli sforzi della direzione. Nell’Asl Toscana Centro (Empoli, Firenze, Prato, Pistoia e Pescia) il rimpiazzo del turn over prevede per il 2018 questi numeri: 106 infermieri, 40 oss, 13 tecnici di laboratorio, 17 tecnici di radiologia. In più molte assunzioni sono a tempo determinato. Di tecnici di laboratorio ne mancano di nuovo cinque. Ci è stato garantito che tre saranno rimpiazzati a breve, andranno a Pescia, Prato e all’ospedale di Santa Maria Nuova». «La Regione Toscana imiti la Regione Emilia Romagna», suggerisce Fabrizio Baldi (Funzione pubblica Cgil). È stato messo in pratica «un’escamotage: «Essendo i piani delle assunzioni triennali – spiega Baldi – s’invita il governo a contare i dipendenti al termine dei tre anni, e nel frattempo è stato assunto personale». Biondi è dubbioso, ma tutti i sindacati concordono che per garantire di nuovo efficienza delle prestazioni ospedaliere sia indispensabile superare il vincolo del 2004. –

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