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Transenne e laboratori inutilizzabili nulla è cambiato all’istituto Fedi-Fermi

di VALENTINA VETTORI

Niente soldi per i lavori: a pochi giorni dalla prima campanella i problemi di sicurezza sono gli stessi del giugno scorso

PISTOIA. Transenna che lasci, poi la ritrovi. È rimasto tutto come a giugno all’istituto tecnico Fedi Fermi di viale Adua, dove l’ultimo giorno di scuola prima delle agognate vacanza estive gli studenti avevano salutato una scuola acciaccata da numerosi problemi. E chi, al ritorno sui banchi, si aspettava che qualcosa fosse cambiato durante i tre mesi di chiusura, si sbaglia di grosso.

Le transenne all’ingresso dell’Istituto per geometri Fermi, lì da diversi mesi, anche se i primi problemi risalgono a due anni fa, e i sei laboratori chiusi per infiltrazioni all’istituto Fedi, inutilizzabili da 3 anni, sono ancora nelle stesse identiche condizioni.

L’unico spiraglio di luce, fra la caduta di calcestruzzo da soffitti e facciate e le aule off limits, sono le rassicurazioni che il preside della scuola Paolo Bernardi ha ricevuto dalla Provincia. L’ente che ancora, nonostante le difficoltà legate all’assenza di risorse, gestisce tutti gli istituti superiori del territorio.

E anche se date certe ancora non ci sono, è ottimista Bernardi.

«Le prospettive sono buone – spiega – Ho avuto rassicurazioni dalla Provincia sul fatto che, presumibilmente, entro la prossima primavera possano prendere il via gli interventi necessari alla messa in sicurezza dell’ingresso del Fermi e il ripristino dei laboratori al Fedi. Aule di cui abbiamo sempre più bisogno, perché gli iscritti nella nostra scuola continuano ad aumentare».



La quota ha ormai toccato 1.320 studenti. Una scuola che, lo ricordiamo, ospita anche le succursali di due licei pistoiesi: lo scientifico Duca d’Aosta, la cui sede centrale a una manciata di metri, da anni, utilizza alcune aule dell’istituto Fermi per far fronte ai cronici problemi di spazio (gli studenti del liceo sono 860); e il ben più distante Liceo artistico Petrocchi, che ai Geometri ha soltanto una delle ben tre succursali, oltre alla sede centrale di piazzetta San Pietro, in cui sono suddivisi il migliaio di ragazzi che lo frequentano.

Ragazzi che, come ha raccontato a Il Tirreno nei giorni scorsi la dirigente Elisabetta Pastacaldi, per i primi giorni di scuola saranno costretti a fare lezione con il doppio turno, poiché la Provincia non ha provveduto a sistemare le aule della succursale Bolognini in via del Bottaccio che, dunque, il 17 settembre rimarrà chiusa.

Rassicurazioni della Provincia a parte, al ritorno sui banchi del Fedi Fermi niente sarà cambiato per studenti, docenti e personale scolastico, e anche se, tutto andrà come si spera proprio che vada, prima della primavera nessun intervento alla facciate e ai laboratori chiusi potrà prendere il via. Il che significa che le transenne continueranno a “far compagnia” ai ragazzi per altri sei, sette mesi. —