scontro frontale 

Arriva l’ordine di sgombrare ma don Biancalani si ribella

di Tiziana Gori

Il Comune ha intimato lo spostamento dei migranti per motivi di sicurezza Il sacerdote: impugneremo il provvedimento al Tar. Pronti a dormire in chiesa

pistoia

“Preso atto che le carenze rilevate in materia igienico – sanitaria, sicurezza e non conformità agli impianti, sono tali da considerare i locali della parrocchia di Vicofaro non idonei all’accoglienza di un elevato numero di persone, ordina a don Massimo Biancalani nella sua qualità di parroco e legale rappresentante della parrocchia di Santa Maria Maggiore di cessare l’attività di accoglienza”.

«Di persone – aggiunge don Massimo leggendo uno stralcio dell’ordinanza – comunitarie ed extracomunitarie presenti a Vicofaro». L’ordinanza, la numero 992 dell’11 settembre 2018 è a firma del dirigente del servizio Urbanistica del Comune di Pistoia. Giunge dopo i sopralluoghi di Polizia municipale (28 luglio), Vigili del fuoco e Asl (23 agosto).

«Beh... ci siamo», commenta il parroco davanti alla stampa, chiamata per una dichiarazione subito dopo la consegna del documento. Il momento è arrivato. La notizia attesa da giorni si è concretizzata. Non con un provvedimento di sgombero, ma con l’ordine di “cessare l’attività di accoglienza”. Non c’è scritto “da domani” o “entro un mese”. Ma “in caso di inottemperanza i responsabili legali dell’immobile si assumeranno in via esclusiva ogni e qualsiasi responsabilità per danni a cose o persone che dovessero verificarsi”.

“Parlerò coi migranti. Molti si appoggiano a Vicofaro solo per dormire. In diversi lavorano al Macrolotto e tornano la sera. Dopo i 12 del progetto Cas spostati nella canonica di Ramini ne sono andati via altri. Attualmente dovrebbero essere una settantina, più cinque italiani senza fissa dimora». Dormono a pian terreno, nel corridoio del chiostro, e in due stanze al primo piano. «Andremo in chiesa – annuncia il parroco – Sposteremo i materassi al matroneo (il primo piano di Santa Maria Maggiore, ndr) che resta quasi sempre inutilizzato». È consapevole che altri migranti potrebbero andarsene. Fare come ha fatto Buba Cesay, il richiedente asilo nelle cui vicinanze furono esplosi due colpi di scacciacani, che ha deciso di partire per la Sicilia.

Ma lui, Biancalani, questa esperienza la vuole difendere contro tutto e tutti. «È nata dalle parole di Papa Francesco», ripete. E il vescovo? «Non lo sento da molto. Forse – aggiunge – non si aspettava che l’accoglienza raggiungesse dimensioni così rilevanti, né il clamore mediatico». Se alcuni dei migranti hanno «la possibilità di pagarsi, insieme, un affitto, per 30-40 di loro questo provvedimento sarà uno choc».

Biancalani non esclude forme di «disobbedienza civile» forti nei prossimi giorni. Anche il digiuno suo e dei migranti, se lo riterranno necessario. «Manifesto il mio dispiacere e il mio dissenso per essere arrivati a tanto. Credo sia l’esito di una scelta politica. Penso si potesse trovare una mediazione. Se il problema era la cucina poteva essere chiusa. Stavamo acquistando i letti a castello per creare spazi adeguati alle vie di fuga. Il progetto di adeguamento è pronto e abbiamo, intanto, raccolto 20mila euro in bonifici».

È scontro frontale con il Comune: «Metteremo in luce le contraddizioni dell’amministrazione», conclude don Massimo, annunciando l’impugnativa al Tar da parte dell’avvocato Elena Baldi, sua legale. –