«Non l’ho mai palpeggiata: da me solo baci e abbracci»

di Stefano Taglione

Finanziere di 46 anni a giudizio per violenza sessuale su una ragazzina di 16 anni Ieri la seconda udienza del processo. Il militare: «È così che io saluto le persone» 

PISA. «Io non ho mai palpeggiato nessuno. La ragazza la salutavo con baci e abbracci, visto che da quando mi sono trasferito la vedevo spesso, soprattutto nei giardinetti pubblici, ma anche a casa visto che veniva a trovare mia figlia. Non capisco come il mio atteggiamento possa essere stato frainteso, visto che ho sempre mantenuto le distanze. Per me» tutto questo «è stato un fulmine a ciel sereno».

Si è difeso così un finanziere di 46 anni imputato, nella fattispecie più lieve, per violenza sessuale nei confronti di una studentessa di un istituto pisano, all’epoca dei fatti sedicenne. Ieri mattina il militare – difeso dagli avvocati Carlo Di Bugno e Francesco Guastapaglia – è stato chiamato a fornire la sua versione dei fatti nella seconda udienza del processo a suo carico. All’apertura del dibattimento il collegio (presidente Beatrice Dani, a latere Elsa Iadaresta e Grazia Maria Grieco) pm Flasvia Alemi, aveva sentito la professoressa che raccolse la confessione dell’alunna, una poliziotta e la psichiatra chiamata a chiarire la capacità di testimoniare della minorenne. Ieri mattina, invece, ha parlato l’imputato, sua moglie, la madre della ragazzina e un’amica coetanea.

Secondo l’accusa il finanziere avrebbe palpeggiato l’alunna. Siamo nel 2016. Il contesto è quello parrocchiale: le lezioni di catechismo, frequentate sia dalla ragazza che dalla figlia del militare. Quest’ultima, spesso, veniva accompagnata dal padre, che la andava anche a riprendere. «C’è stato un momento in cui non c’è voluta più andare, frequentava al massimo una settimana al mese – ha precisato la madre della ragazzina vittima della presunta violenza, chiamata come testimone nell’aula del palazzo di giustizia – mentre prima ci andava sempre».

I giudici hanno chiesto conto all’uomo dei presunti contatti fisici avuti con la minore. Che lui nega con forza. «Non ci sono mai stati: solo baci e abbracci», ripete. Le due famiglie abitano una di fronte all’altra in un paesino della provincia. «Ci siamo conosciuti – ha spiegato il militare – quando ci siamo trasferiti. Vederla era nelle circostanze nel mio vicinato. Per un certo periodo veniva spesso a casa a giocare con mia figlia. Con lei si era stabilita un’amicizia». Una frequentazione – quella dell’abitazione della famiglia del finanziere – pian piano divenuta meno saltuaria. «La differenza di età fra mia figlia e lei era tale che a un certo punto abbiamo iniziato ad allontanarla in maniera cordiale – precisa il militare – cordialmente, simpaticamente e gentilmente». I giudici hanno spinto molto su questo punto. Perché allontanarla? Ma il militare non ha mai cambiato versione: «Per la differenza di età con mia figlia», ha ripetuto, negando con forza ogni suo coinvolgimento in merito alle accuse di violenza sessuale mosse dall’accusa.