Venti nuovi posti con l’accordo Vamas-Regione

Ponte a Egola: il suolificio punta ad aumentare l’innovazione. Nel patto anche investimenti in formazione 

PONTE A EGOLA . Protocollo d’intesa al via per la Vamas di Ponte a Egola, che ieri pomeriggio ha siglato un importante accordo con la Regione Toscana per consolidare la presenza in Toscana dell’azienda che opera nel comparto delle calzature e che promette, per il prossimo futuro, circa 20 nuove assunzioni nella filiera. Un patto firmato dai vertici dell’azienda alla presenza del presidente della Regione Enrico Rossi, della durata di tre anni, che rafforzerà la collaborazione tra Regione e Vamas in ordine soprattutto alle attività di ricerca e sviluppo, di formazione del personale, all’innovazione tecnologica, alla sperimentazione di nuove metodologie produttive, alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi e alla localizzazione in Toscana di potenziali nuovi partner, anche attraverso la messa disposizione dei servizi regionali di assistenza e facilitazione agli investimenti.

«Ricreiamo il lavoro dove non c’era più – ha detto, commosso, l’amministratore delegato della Vamas Ivano Bagnoli – Vedere rifiorire il lavoro dove prima non c’era più è una soddisfazione enorme. Questo il segnale che Vamas vuole dare insieme ad un messaggio di sempre maggiore investimento in questo territorio. In questa direzione vanno questo patto con la Regione e le recenti acquisizioni di immobili per i nuovi insediamenti produttivi dell’azienda».

L’intesa, infatti, segue a ruota (e completa) l’accordo di filiera stipulato dalla Vamas nel maggio scorso con 24 piccole e medie imprese al cui interno lavorano nel complesso circa 250 dipendenti. Un patto, quello di ieri, che va anche nella direzione delle linee strategiche della regione sulla cosiddetta Industria 4.0, vincolando Regione e azienda in un rapporto virtuoso per la formazione e la sperimentazione di nuove tecnologie, allo scopo di innalzare la capacità produttiva complessiva, sia in termini quantitativi che qualitativi, tutelare i livelli occupazionali e valorizzare il Comprensorio.

«Nel 2010 si discuteva sul futuro incerto dei distretti – ha detto, poco prima della firma, Enrico Rossi – Poi è venuta la crisi ed è stato evidente che senza i distretti non saremmo riusciti ad andare avanti. Vincere sull’innovazione e sulla qualità del prodotto molto prima che nel costo del lavoro è la spina dorsale di realtà come questa, tipiche dell’area centrale della Toscana e rappresentanti di un capitalismo dal volto umano che ha dato molto. Nella scelta dei criteri su come concedere i fondi europei alle aziende abbiamo fatto una scelta coraggiosa: non dare i soldi alle aziende decotte, ma a quelle che investono e assumono. Credo che fra questi criteri debba sempre più trovare posto anche quello di premiare chi si mette in filiera».

Storica fornitrice di marchi come Gucci, Ferragamo, Luis Vuitton, Hugo Boss, Bally ed altri, la Vamas nasce nel 1973 come suolificio, per poi espandersi sempre più diventando nel 1987 società per azioni. La vera svolta è però nel 2000, quando differenzia la produzione aprendosi anche alle suole in materiale termoplastico. Oggi dà lavoro, da sola, a 110 addetti. «Una realtà in piena espansione, che ha fato dell’innovazione il suo punto di forza – spiega il consulente per il lavoro della presidenza della Regione, Roberto Simoncini – Con un fatturato che, solo negli ultimi tre anni, è passato da 18 a oltre 30 milioni, in parte reinvestiti nell’attività». Investimenti utilizzati recentemente anche per acquisire alcune aree industriali dismesse come l’ex Marros, il suolificio Tuttocuoio e, a Ponte a Egola, lo storico Cuoificio Toscano. «Territorio che da sempre investe in sicurezza, anche ambientale – ha dichiarato il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini – dove, non a caso, abbiamo il distretto conciario e le nostre belle colline, in cui cresce il tartufo».

Nilo Di Modica